Paura alla raffineria di Milazzo. Nessun ferito, ma una nube è visibile da diversi km – L’ultimo incidente era avvenuto quel maledetto 4 giugno 1993, quando in un’esplosione all’interno dell’impianto Topping quattro, morirono sette persone. Nella notte appena trascorsa la paura è tornata a Milazzo e nella fascia tirrenica del messinese. Il rogo alla raffineria mediterranea si è sviluppato intorno alle 0.45, per cause ancora da accertare. Le fiamme, ormai, sono domate e il sindaco, Carmelo Pino, non si è pronunciato sulle conseguenze ambientali che i fumi sprigionati, visibili da chilometri di lontananza, potrebbero aver provocato. I vigili del fuoco di Messina e Milazzo stanno controllando la situazione. Sono riusciti con tempestività a tenere a bada le fiamme e quindi non è stato messo in campo nessun piano di evacuazione. Nella vicenda dell’incidente al serbatoio 513, nessun operaio o tecnico è rimasto ferito e la FederPetroli si è sbilanciata sulla nube che si muove su Milazzo e i paesi vicini: «Nonostante la nube a seguito dell’incendio, non vi sono situazioni dannose per l’ambiente e l’aria circostante».

I cittadini, tra istinto e razionalità, fuggono da Milazzo – La Federazione internazionale del settore petrolifero ha tenuto a sottolineare che «la raffineria di Milazzo dopo gli interventi negli anni scorsi sull’ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all’avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficienza tecnologica». Quasi un voler mettere le mani avanti, dopo l’incidente della notte. Anche se ci sono state queste rassicurazioni, molta gente è fuggita dalle proprie case e si è diretta nella città di Messina. Il panico, come spesso accade in queste situazioni, la fa da padrone. Però a questo va ad aggiungersi anche la razionalità, dettata dalle conseguenze che quel fumo sprigionato potrebbe avere sul territorio. Un luogo, Milazzo, già colpito in passato da problemi di questo tipo. Secondo i dati dell’Asl numero cinque di Messina, infatti, i morti per cancro intorno ai comuni di Milazzo rappresentano una percentuale al di sopra della media.

Milazzo e zone limitrofe, dove i morti per cancro sono troppi – Cancro e malattie respiratorie sono una delle principali cause di mortalità. L’azienda sanitaria, qualche anno fa, ha messo in evidenza una classifica da allarme rosso. Il comune di Pace del Mela ha questo triste primato con il 35,80 per cento di morti provocati dal cancro e dalle malattie respiratorie. Poi c’è San Filippo del Mela con un 32,40 per cento, Condrò con il 32 per cento, Milazzo con il 30, 80 per cento, Gualtieri Sicaminò con il 29,70 per cento, Torregrotta con il 27,90 per cento, Spadafora con il 23,60 per cento, Santa Lucia del Mela con il 22,40 per cento e San Pier Niceto con il 20,90 per cento. Inoltre, come ha mostrato l’istituto superiore di sanità, a Milazzo il petrolchimico e la centrale termoelettrica non hanno risparmiato i bambini, nei quali si sono riscontrate mutazioni genetiche del Dna. In generale, come si riscontra in altre strutture italiane, in queste zone la mortalità è più alta del 15 per cento rispetto al resto del Paese. L’incidente della notte, anche se ancora non si sa nulla su possibili danni ambientali, non ha prodotto nulla di buono. Questo è sicuro.

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