La crisi della sinistra calabrese – La Calabria e la sinistra. Un rapporto che si è interrotto da un po’ di anni. Sono lontani i tempi in cui Cosenza e la sua provincia erano una roccaforte del socialismo democratico italiano. Paesi come Acri e Rende, tanto per fare due esempi, erano fortezze inespugnabili. Invece, nell’ultimo ventennio, il centrosinistra è riuscito a perdere alcune sue certezze. Il berlusconismo ha messo in discussione una supremazia che durava da decenni, ma non è stato soltanto l’avvento di Forza Italia a cambiare la mappa politica calabrese. In questa terra hanno avuto un ruolo determinante gli errori della sinistra, dei suoi amministratori spesso distratti da un forte personalismo e divisi tra loro da gelosie e altri interessi che li hanno allontanati sempre più dal loro elettorato. Dopo la fine dell’ultimo governo Berlusconi e la parabola discendente dell’ex presidente del Consiglio, la sinistra calabrese non è riuscita a cogliere la palla al balzo. Anzi, a causa di divisioni e cattive gestioni delle sue amministrazioni ha perso alcuni centri importanti che governava.

L’opportunità delle primarie – L’impressione è che l’epoca delle forti personalità del socialismo della Calabria si è conclusa da un pezzo e il ricambio generazionale non è avvenuto. Sono lontani i tempi di Principe. La sinistra, in Calabria, fa fatica a far crescere una classe dirigente all’altezza del suo passato. Le primarie di coalizione del prossimo cinque ottobre, per nominare il candidato presidente del centrosinistra alla regione Calabria, serviranno a invertire una tendenza che dura da qualche anno. In via del Nazareno ci sperano. La gente è sfiduciata e vorrebbe una vera svolta. Per questo motivo le votazioni primarie rappresentano un’opportunità per questa terra. Un’occasione di lasciarsi alle spalle anni di lento e inesorabile sradicamento dal territorio. A chi vincerà la competizione andrà il compito, molto complicato, di far tornare la sinistra protagonista non solo nei palazzi del potere, ma soprattutto nei territori. Nei fatti sarà una vera e propria impresa, perché anche da queste parti la sfiducia è forte e lo dimostra il discreto radicamento del Movimento cinque stelle a Cosenza, una città che la storia ha quasi sempre collocato a sinistra.

La sfida di Callipo e le speranze di Oliverio – E sarà proprio nel cosentino che si giocherà la battaglia principale. La città e la miriade di paesi che formano la sua provincia, dovrebbero influenzare in maniera decisiva l’esito delle primarie. Uno dei candidati è molto legato a Cosenza. Si tratta di Mario Oliverio, della minoranza democratica, dalemiano, deputato e presidente della provincia. Una vita per la politica e di questi tempi non è un buon curriculum per ottenere un successo. Oliverio punta molto sul suo territorio, ma le cittadine e i cittadini di Cosenza sembrano orientati a fare altre scelte. Il desiderio di un cambio generazionale accompagnato da idee innovative, potrebbero favorire il giovane Gianluca Callipo. Il sindaco di Pizzo è un convinto sostenitore delle idee di Matteo Renzi e i sondaggi lo danno in testa. Punta su temi come l’ambiente, la legalità, la sanità e il turismo per convincere i calabresi a votarlo. Una personalità nuova che di settimana in settimana è riuscito ad aumentare i suoi consensi e il forte appoggio dei renziani Serracchiani, Lotti e del ministro Boschi è il segnale della fiducia del premier verso un giovane amministratore, che potrebbe avere il compito di guidare una regione con molti problemi.

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