Anche la “Gazzetta dello Sport” ne parla spesso. Venuto bambino da noi, l’italo-americano Fabiano Caruana (ormai gioca per i nostri colori) si sta accreditando come il secondo più forte giocatore di scacchi del mondo. E’ dietro il campione, il norvegese Magnus Carlsen. Caruana ha ventidue anni. Carlsen uno di più (ormai gli scacchi sono diventati un gioco per giovanissimi talenti, la cui preparazione è resa precoce dall’utilizzo dei mezzi informatici e dai database, tanto più dei libri a loro adatti).

Che Fabiano avesse talento da vendere lo si era capito subito. Lo avevano capito i genitori (che correndo grossi rischi, con gran fegato, ora si può dire ripagato, lo fecero rinunciare a regolari studi scolastici) e i commentatori e grandi maestri di scacchi, che non esitavano a definire certe sue partite strategie posizionali e certe sue singole mosse come “metafisiche”.

Dopo la formidabile prestazione personale agli europei di club svoltisi a Bilbao, che ha fatto seguito a un grande successo nel fortissimo torneo nel Missouri, Caruana ha raggiunto il punteggio elo di 2843 (il punteggio elo è un punteggio di merito calcolato sulla base dei risultati agonistici e riconosciuto dalla federazione internazionale). Qualcosa di straordinario e di soli 19 punti inferiore a quello di Carlsen. I paragoni con i più grandi scacchisti della storia del gioco, da Alechin a Kasparov, si sprecano malgrado abbiano poco senso dato che il gioco del nostro campione è personalissimo. Non ci resta che attendere e seguire le gesta di questo nostro campione, del quale, non c’è dubbio, presto sentiremo parlare ancora di più.

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