La passione per i melafonini – Code chilometriche durante la notte, sacchi a pelo, sedie, pazienza e qualche panino portato da casa. Del resto non ci si può spostare neanche per andare a mangiare. Si perderebbe il proprio posto e quindi la possibilità di essere uno dei primi ad acquistare il nuovo iPhone 6. Il gioiellino della Apple ha avuto un grande successo in tutto il mondo e da questa mattina è in vendita anche nel nostro Paese. Finalmente, diranno gli ammiratori di Steve Jobs e della mela più famosa del pianeta. Il successo è garantito e lo si capisce dai preordini online, dove i melafonini sono andati a ruba. Soprattutto la versione più costosa, l’iPhone 6 plus, ovvero il modello più grande da 5,5 pollici. Non esiste crisi economica in questo settore. Se siete medici, avvocati o psicologi avrete a che fare con pazienti e clienti che vi racconteranno di quanto è difficile per loro arrivare a fine mese, soprattutto da quando qualcuno nel nucleo familiare non lavora più, ma dopo squillerà il loro telefono e dalla tasca o dalla borsa usciranno un iPhone di ultima generazione. Magari il 6.

Da cittadino a consumatore – Il rapporto tra cittadino e società dei consumi è affascinante. Molti sociologi, ormai, definiscono le persone come dei semplici consumatori. E’ difficile giungere alla felicità all’interno delle nostre società e così si cerca la via più facile, quella dello shopping. Un qualcosa che può dare sollievo, ma nello stesso momento si conclude in un lasso di tempo breve. Consumare e accumulare sono due verbi che la crisi economica avrebbe dovuto ridimensionare. Invece, in alcuni settori, non è cambiato nulla. Molte persone non si fanno intimorire dal prezzo e sono pronte a fare finanziarie anche per comprare un giubbotto costoso o un iPhone 6 appena uscito. Ma per quale motivo si è disposti a compiere simili sacrifici? La risposta, forse, risiede in un contesto esistenziale e di insoddisfazione diffusa. Una voglia di evadere dalla quotidianità, che si tramuta in un acquisto compulsivo.

I tre punti di Steve Jobs e la filosofia della Apple – Un discorso del genere, forse, può andare bene per vari oggetti, ma non per quelli con il marchio Apple. Già, ma perché? Il motivo si cela dietro il nome di Steve Jobs. Il visionario fondatore della Apple ha fatto nascere dei prodotti tecnologici in grado di rappresentare una visione della realtà, che va al di là dell’epoca in cui è vissuto. Dietro un Mac o un iPhone c’è qualcos’altro, c’è un pensiero riassunto in tre punti pronunciati nel celebre discorso ai neolaureati di Stanford: “Non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle. Dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. […] L’unico modo di fare un bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete trovato ancora ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi. […] Siate affamati. Siate folli”. In questi argomenti si riassume la filosofia di Steve Jobs. E’ anche per questo che molti preferiscono l’iPhone ad altri mezzi di comunicazione. Al suo interno c’è qualcosa di profondo, in grado di riempire il vuoto della nostra epoca.

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