Matt Groening e la visione della realtà in filosofia – Cosa potrebbe succedere se si incontrassero la famiglia Simpson e i Griffin? Per tanti anni questa domanda è stata una vera e propria ossessione per i fan delle famose serie televisive. Due nuclei familiari che hanno un grande successo nella società contemporanea, perché rappresentano le caratteristiche principali della quotidianità. Non a caso i Simpson sono stati creati, alla fine degli anni ottanta, da Matt Groening, che ha studiato filosofia al college. Già, il padre di personaggi così ironici e in grado di entrare nel cuore della gente non potevano non nascere da chi, più di altri, riesce a guardare il mondo in tutti i suoi cambiamenti, anche recenti. Del resto avere una chiara visione della realtà, è una delle caratteristiche di ogni buon filosofo o di chi è entrato in contatto con la disciplina per eccellenza. Guarda caso, come ha fatto notare William Irwin, professore di filosofia al King’s College, Bart Simpson rappresenta la perfetta incarnazione dell’ideale nichilista di Friedrich Nietzsche, il comportamento di Marge è la realizzazione concreta della classificazione aristotelica delle virtù e in generale la mentalità di Springfield altro non è che il frutto di un approccio decostruzionista alla realtà.

Una parola chiave nelle sitcom più famose – In ogni famiglia del pianeta c’è qualche personaggio dei Simpson. Non mi riferisco al colore giallo della pelle o alle quattro dita di una mano, bensì al modo di essere dei protagonisti che spesso e volentieri trova riscontro nel cittadino comune. La weltanschauung dei creatori dei Simpson è ben delineata. In un mondo in cui tutti i valori che hanno retto le nostre società per secoli sono venuti meno, il cinismo diventa un fattore determinante. Come evidenziato per altre sitcom, anche nei Simpson questo è un tema centrale. Addirittura, grazie ai personaggi fantastici del programma, è accentuato. Occorre andare al di là degli schemi, radicalizzare qualsiasi atteggiamento, deridere il contesto ed essere spietati verso l’altro. Matt Groening ha il merito di fotografare la realtà e mettere in evidenza alcuni pericoli verso cui l’umanità potrebbe andare incontro. Non si parla di bombe atomiche o disastri ambientali, ma di aspetti esistenziali e umani.

Se il cinismo misura il successo – Matt Groening e Seth MacFarlane, creatore dei Griffin, hanno avuto il pregio di disegnare dei personaggi diventati dei simboli e di tratteggiare le caratteristiche principali dell’uomo medio. I loro difetti e i pregi sono amplificati per questioni di spettacolo, ma in fondo è difficile non riscontare una nostra particolarità nei Simpson o nei Griffin. In realtà, soprattutto nei primi. I secondi, invece, danno l’impressione di dover fare sempre qualcosa in più per attirare l’attenzione. Il loro cinismo deve andare oltre quello della famiglia di Springfield. E’ come se questo aspetto misurasse il successo delle serie tv. Più si è cinici e maggiore fama si acquista. In alcuni casi, come successo nella storica e recente puntata in cui la famiglia Simpson incontra quella Griffin, si va oltre qualsiasi buon senso e così la frase “tua sorella è stata stuprata” diventa la sintesi della scena in cui sono protagonisti Bart e Stewie, che si cimentano in scherzi telefonici prendendo in giro il solito Boe Szyslak. Di certo ci sono stati scherzi telefonici migliori e più simpatici.

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”Tua sorella è stata stuprata”, i Simpson nella bufera

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