La Juve e il ritmo partita – Continua la striscia di vittorie della Juventus. Gli uomini di Massimiliano Allegri battono il Cesena 3-0 e dopo la quarta giornata di campionato ottengono il primo record: quattro successi senza subire gol. Fino a questo momento non c’era riuscito nessuno, neanche il grande Torino. Di fronte a uno stadio che non ha fatto segnare il tutto esaurito, i campioni d’Italia iniziano subito forte. E’ questa una caratteristica diversa rispetto all’anno scorso. I bianconeri riescono a imporre un ritmo ben definito dai primi istanti e così sbloccano quasi sempre le partite nei primi trenta minuti. Il copione si è ripetuto anche ieri sera, quando l’equilibrio è saltato dopo il primo gol stagionale di Arturo Vidal che nel secondo tempo ha completato la sua doppietta e dopo è stato il pendolino svizzero, Lichtsteiner, a chiudere i giochi. Buffon non è stato mai impegnato dalla formazione di Bisoli e la Juve poteva mettere a segno una goleada, se Giovinco fosse stato più fortunato e Morata non avesse sbagliato il gol più facile per un attaccante.

Vidal e la sua spada nella roccia – Pazienza. E’ stata una bella serata. Il turnover imposto dall’ex allenatore del Milan ha dato i suoi frutti e Vidal, dopo l’infortunio, è tornato a porre il suo sigillo su una partita. Re Artù, così viene chiamato dalla tifoseria, torna grande protagonista dopo un’estate che lo voleva lontano da Torino. Ma il soprannome che gli è stato dato mostra la sua personalità. Un combattente onesto e leale, sempre. Legato al luogo in cui è amato. Non sono stati i miliardi di sterline del Manchester United ad allontanarlo dai bianconeri, da quei colori che, al momento, gli hanno dato felicità e gloria. Re Artù lo sa bene. Venire a Torino e diventare uno dei più forti centrocampisti del mondo, è un po’ come aver estratto la spada dalla roccia. Prima di quel momento la città era buia, desolata e in preda al disordine. Da troppo tempo non conosceva un talento in grado di esaltare il proprio pubblico, ma con il passare delle settimane in lui è maturato qualcosa di nuovo che l’ha condotto a trovare la forza per estrarre la spada e porre le basi per un periodo d’oro che dura ormai da oltre tre anni.

L’amore di Vidal per la Juve, come quello di Re Artù per Ginevra – Ironia della sorte, la leggenda di Re Artù sostiene che il glorioso personaggio, dopo aver estratto la spada, diventerà re d’Inghilterra. Vidal, invece, è diventato il padrone indiscusso della vecchia signora. Ha rifiutato di diventare una sorta di idolo in Gran Bretagna. Il suo amore per la Juventus è troppo forte. Qui lui sta bene, come ha ribadito in diverse interviste. Il legame con la squadra più titolata d’Italia è paragonabile ai sentimenti provati da Re Artù per la bella Ginevra: «Solo gli stolti sognano la sola cosa che non possono avere. Io ho sognato il sogno di voi. È stato un sogno dolce, finché è durato». Il talentuoso cileno ha pensato alla Juve quando si trovava in Germania, ai tempi del Bayer, e adesso è appagato, non pensa ad altro. E’ questa soddisfazione che ha permesso di respingere le cospicue offerte del Manchester United. La lealtà e la saggezza erano le virtù di Re Artù e guarda caso sono quelle di Arturo Vidal, che non poteva avere soprannome migliore.

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