La svolta di Bergoglio – Il Papa aveva fatto intuire un cambio radicale dentro le mura vaticane. Era necessaria un’inversione di tendenza, per recuperare quella credibilità perduta nel corso degli ultimi decenni. Tra scandali di potere e sessuali, la Chiesa cattolica si è allontanata sempre più dai suoi fedeli. Adesso tocca al pontefice argentino riavvicinare le parti. In realtà lo ha fatto dal primo giorno in cui è stato nominato. Con quel modo di parlare semplice e diretto e il nome, Francesco, che ha scelto per rappresentare il suo pontificato, sottolineano un desiderio di tornare alle radici, all’essenza del cristianesimo. Non sarà un percorso semplice. I primi bastoni tra le ruote li hanno messi i mafiosi e quella parte di clero, disseminato sul territorio italiano, che hanno sfidato le parole di scomunica del Santo padre nei confronti dei criminali. Quelle dichiarazioni, pronunciate nella Piana di Sibari, hanno rimesso in primo piano la parola legalità, che negli ultimi decenni non è stata un imperativo categorico per il mondo cattolico.

Lotta ai pedofili in abito sacro – Poi c’è la piaga degli scandali sessuali e della pedofilia. Un qualcosa di diffuso in tutto il mondo, una vergogna che Papa Francesco non ha nascosto e non si è risparmiato nel chiedere scusa e nell’incontrare le vittime. Però non basta, non è sufficiente. Così Bergoglio ha dato il via libera all’arresto dell’arcivescovo polacco Jozef Wesolowski, che a Santo Domingo adescava ragazzini nella sua rete di lussuria. Il tribunale del Vaticano gli dovrebbe dare, almeno, sei o sette anni di prigione e le accuse si aggravano, perché Wesolowski è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico. L’ormai ex Nunzio apostolico non è l’unico a essere finito sotto i riflettori della vergogna. Il Sant’Uffizio, in questi giorni, sta processando per abusi sui minori due vescovi. Si tratta del cileno Marco Antonio Órdenes e del peruviano Gabino Miranda Melgarejo. L’obiettivo è fare pulizia, in fondo e sul serio. Solo in questo modo la Chiesa potrà riacquistare credibilità di fronte al mondo e le sue parole potrebbero avere un peso diverso.

Quel legame francescano tra Bergoglio e Guglielmo da Baskerville – Papa Bergoglio è determinato a far portare avanti le indagini e a scoprire altri abusi da parte del clero. In questo ricorda molto il protagonista del film “Il nome della rosa”. Si tratta di Guglielmo da Baskerville, interpretato da Sean Connery. Era un erudito frate francescano e dopo il suo arrivo in un’abbazia benedettina gli venne chiesto di investigare sulla strana morte di un monaco, alla quale se ne aggiunsero altre. Fra Guglielmo aveva avviato le sue indagini, aiutato dal giovane Adso, e scoprì una serie di legami lussuriosi all’interno del mondo benedettino. Non era questo il suo obiettivo e infatti la parte conclusiva del film mostra bene ciò che interessava porre all’attenzione dello spettatore, ma Guglielmo da Baskerville ha scorto il peccato tra quelle mura. Lo ha guardato dritto negli occhi, proprio come sta facendo il pontefice sudamericano che con tutte le sue forze, la sua intelligenza e la decisione sta cercando di rinnovare la Chiesa, ripulirla contro il volere di molti. Del resto anche il francescano Guglielmo era stato ostacolato nella sua azione di verità.

© Riproduzione Riservata

Commenti