Adesso si che siamo finalmente più tranquilli! E’ in corso una fantastica “due giorni” a Torino nella quale si ritrovano i ministri della Cultura europei, per fare un punto sulla situazione e cercare una “sintonia di fondo” tra i 28 paesi nella direzione di una crescita dello sviluppo economico e dell’occupazione giovanile che abbia come motore di base la cultura. Questo almeno è lo scopo per Franceschini della due giorni. Fare della cultura un pilastro delle nuove politiche dell’Europa, “Perché la cultura”, dice arrivando a Torino, «non è più un problema sacrosanto di tutela, ma è anche un problema di investimento sul futuro». La figura del pilastro non ci dispiace affatto. Ma uno dei primi problemi della cultura è il linguaggio. La comunicazione dovrebbe aprire dei canali che apportano maggiore chiarezza nelle conoscenze e spesso è la stampa per prima a non rendere omaggio alla verità andando a caccia di titoli di giornali.

In realtà la due giorni, questa almeno è la definizione che ne ha dato l’ “Ansa”, che poi si trasferisce nei vari media, si riduce ad un incontro di due o tre ore al massimo in cui i ministri apriranno un dibattito sugli impatti trasversali della politica culturale e la revisione delle strategie per l’Europa del 2020. Per l’amor del cielo una riunione dei ministri della cultura come minimo deve avere un momento culturale, e quindi il primo giorno, che in effetti è una serata, è stato dedicato ad uno spettacolo al teatro Carignano con il balletto “Circa”, nell’ambito del Turin dance festival 2014, e relativa cena di gala dove è presumibile che si sia parlato già degli argomenti dell’incontro, ma solo il giorno seguente, oggi, in quelle due o tre ore di cui dicevamo, si aprirà un dibattito sugli impatti trasversali della politica culturale e sulla revisione delle strategie per l’Europa del 2020. Saranno solo due o tre le ore in cui si sarà potuto discorrere dei nuovi modelli di governo del patrimonio culturale, sia quello materiale, che quello immateriale, del mondo digitale, delle dinamiche di condivisione tra pubblico e privato e di come organizzare la società civile come attore fondamentale nell’attivazione delle potenzialità del patrimonio culturale come risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, anche perché subito dopo andrà celebrata una bella cerimonia della quale possiamo vantarci, cioè quella del recupero delle monete greche messo in atto dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in applicazione alle direttive 93/7 della Cee.

E poi alle 13.10 foto di gruppo, il pranzo e via, tutti a casa. Certo è un incontro informale e cosa possiamo chiedere di più noi strampalati opinionisti, agli assennati politici ora che il tempo ha perso la sua relatività e sembra che per tutto si sia in grave ritardo e bisogna fare maledettamente in fretta? Di sicuro vanno rivolti i nostri ringraziamenti all’opera dei Carabinieri che si impegnano nella tutela e nel recupero delle opere d’arte trafugate, e vanno rivolti anche a Franceschini, per le proposte che tendono ad avvicinare a tutti il modello del mondo della cultura, ma basteranno due o tre ore sulle cattedre europee per discutere di tanti fondamentali argomenti, che dovranno includere anche la possibilità di fare della cultura un oggetto reale nel raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo, e ricavare poi un attimino per fare un discorsetto anche riguardo al famoso diritto d’autore? Forse per discuterne si, ma per tradurle in fatti, le idee che senza dubbio verranno fuori, quanto tempo sarà necessario vista la lentezza con la quale ci si muove a livello parlamentare dalle nostre parti?

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[Foto: Ansa/Alessandro di Marco]

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