Frecciarossa 1000, il nuovo gioiello di Trenitalia – E’ arrivato il nuovo Frecciarossa 1000. Un treno di rara bellezza presentato a Berlino alla fiera internazionale dell’industria ferroviaria, davanti al ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, e l’amministratore delegato di Trenitalia, Michele Mario Elia. Il gioiello e vanto di Trenitalia è lungo otto carrozze, 447 posti a sedere, quattro fasce di clientela, 30 milioni di euro di costo e lo ha prodotto Ansaldo Breda (in consorzio con Bombardier) nello stabilimento di Pistoia. Il nuovo Frecciarossa 1000 è destinato a rivoluzionare il trasporto su rotaia in Italia. Potrà toccare i 350 chilometri all’ora e abbassare il tempo di percorrenza sulle principali tratte dell’alta velocità. Roma Termini – Milano centrale, per esempio, verrà percorsa in due ore e venti minuti. Numeri che costringeranno le varie compagnie aeree a ripensare il modello della tratta più redditizia. Quindi Trenitalia, in maniera indiretta, influenzerà le scelte dei trasporti aerei.

Treni diesel e vecchi, la vergogna italiana – Il Frecciarossa 1000 è considerato uno dei treni più belli del mondo. Un vanto per il made in Italy che in questi anni ha dovuto cedere alcuni suoi marchi all’estero. Questo treno, però, segna anche la profonda distanza con i trasporti regionali gestiti da Trenitalia. La dicotomia è imbarazzante. La qualità dei treni è lontana anni luce dai nuovi mezzi presentati in questi anni. Spesso e volentieri i passeggeri sono costretti a salire su treni diesel con solo un vagone. La parola confort è un termine eccessivo, perché in estate l’aria condizionata diventa un tabù e i sedili non sono il massimo della comodità. I ritardi sono all’ordine del giorno, dovuti anche al binario unico che caratterizza i percorsi in molte regioni. Il treno, a causa di questo aspetto, è costretto ad attendere su qualche binario morto il passaggio dell’altro mezzo. I minuti passano e così, qualche volta, può capitare un guasto nel bel mezzo del viaggio.

Le dicotomie tra nord e sud e l’importanza della velocità – Tra il Frecciarossa e i treni regionali c’è una profonda differenza. La stessa che si può notare in Italia tra il nord e il sud. Due parti del Paese distanti sotto tutti i punti di vista. Il lavoro e la qualità della vita, per esempio, sono due aspetti che contribuiscono ad acuire le diversità. Non c’è paragone. La mentalità, inoltre, incide con un certo peso. Se al nord circolano con facilità alcune idee, trasportate dai nuovi treni ad alta velocità, nel meridione le poche idee presenti sono rallentate da un percorso su rotaie vecchio, in cui anche le gallerie non hanno l’altezza necessaria per poter permettere il passaggio di mezzi all’avanguardia. Se in questi vent’anni la Lega Nord ha fallito nel suo tentativo di realizzare la secessione delle regioni del nord dal resto d’Italia, sotto il punto di vista dei trasporti c’è riuscita Trenitalia che ha creato un Paese a due velocità. E la velocità, in un mondo globalizzato, è tutto. E’ una delle parole chiave, senza la quale non può esserci competitività.

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