Come se si vergognassero del loro guru – Beppe Grillo non piace agli elettori del Movimento cinque stelle, o almeno a una parte consistente dei simpatizzanti stellati. Per comprendere questa sorta di odi et amo, che oscilla tra momenti di sopportazione e altri di evidente fastidio, non serve consultare un sondaggio. Il dato statistico, senza ombra di dubbio, è fondamentale per mettere in evidenza un amore mai nato che si nasconde nella società. E’ sufficiente intavolare un semplice discorso politico con qualche cittadina o cittadino che alle ultime tornate elettorali ha votato per il Movimento cinque stelle, e la risposta sarà sempre la stessa: «Lascia stare Grillo, quelli che contano sono gli altri». Che cosa? Come è possibile “lasciar stare Grillo”? E’ il fondatore e guru indiscusso, insieme a Gianroberto Casaleggio, del partito antisistema. Un’affermazione che non ha alcun senso, considerando il peso decisionale dell’ex comico genovese nelle scelte politiche del M5s.

Il ruolo di Grillo nel Movimento – E’ Grillo che dice l’ultima parola sulla tattica del Movimento e sull’eventuale necessità di dialogare con altre forze parlamentari. Le espulsioni e la volontà di sedere nei banchi europei di Strasburgo al fianco dell’Ukip e di altre formazioni di estrema destra, è stato un qualcosa voluto con forza da Grillo. Quindi come si fa a dire di non tenerlo in considerazione? La teoria avanzata dai simpatizzanti grillini è quella di Grillo come una sorta di “cartello pubblicitario”, per attirare l’attenzione sui vari politici del Movimento poco noti al grande pubblico. In effetti il ruolo di Beppe Grillo è anche questo, ma non solo. Anzi, la sua centralità non si risolve certo in un compito comunicativo. Il guru fa molto di più: condiziona, orienta e controlla come una sorta di Grande fratello il blog ufficiale del Movimento che porta il suo nome. La politica ad personam non si è conclusa ed è ironico che una forza che dice di voler distruggere tutto quello che c’è stato fino a ieri, si contraddistingua per l’aspetto principale dell’ultimo ventennio.

Un personaggio lontano dalla tradizione italiana – Per questo motivo e per i dissidenti che affiorano su tutto il territorio, Beppe Grillo non è ben visto dal suo elettorato. Non lo era prima delle ultime elezioni politiche e a maggior ragione non lo è neanche oggi. Il continuo scontro e tira e molla con il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, fa pendere la bilancia dei simpatizzanti verso il primo cittadino ducale. Poi c’è la questione degli streaming, che hanno mostrato la bravura di Grillo nell’urlare alla luna e la sua inefficacia nel contribuire a risolvere i problemi dell’Italia. La storia di questo Paese è ben chiara. In un primo momento premia personaggi come Grillo, che vogliono cambiare il sistema. Quando, però, queste figure strumentalizzano la situazione attuale per accrescere il loro consenso e si disinteressano delle questioni rilevanti per la nazione, allora vengono puniti e pian piano perdono consenso. E’ la crisi economica e la sfiducia per la classe politica a tenere a galla Beppe Grillo, che per modi e maniere è lontano dalla moderazione e dal carattere dell’italiano medio. La luna di miele, a quanto pare, tra il Paese e il fondatore del M5s si è conclusa prima del previsto.

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