Generalmente la nostra linea editoriale non ci porta ad evidenziare l’apertura di nuovi punti vendita e attività commerciali in genere, ma ciò che è avvenuto giovedì scorso, 18 settembre, nella Perla va contestualizzato e visto in un’ottica diversa data l’importanza dell’investimento e il momento in cui è stato effettuato. Come è noto la crisi attanaglia quasi tutte le attività commerciali ed imprenditoriali, soprattutto nell’Isola, dove anche una politica “non sempre amica” ed una burocrazia “elefantiaca” hanno spesso scoraggiato qualsivoglia tipo di “investimento”. Il fatto che un Istituto di Credito Veneto abbia deciso di operare in controtendenza, partendo proprio dalla Capitale del Turismo Siciliano, già ci sembra un’opportunità da non trascurare per molte aziende che oggi “boccheggiano”. Se a questo aggiungiamo il fatto che a capo di questa realtà si trovi uno degli imprenditori più stimati d’Italia e noto in tutto il Mondo per essere uno dei più importanti produttori vinicoli del Belpaese, la risposta è presto trovata. Sono questi gli aspetti che vanno analizzati quando ci si trova a colloquio con Mariano Breganze, Presidente di Banca Nuova e con Gianni Zonin, che proprio qui in Sicilia ha mietuto degli enormi successi grazie all’investimento effettuato a Butera, ove con l’esperienza che lo contraddistingue ha creato un “brand” molto noto anche all’estero, quello del “Feudo Principi di Butera”, un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti di quello che oggi viene considerato il vitigno siciliano più noto a livello internazionale: il “nero d’Avola”.

La presenza a Taormina del Presidente dell’ARS Giovanni Ardizzone non fa che sottolineare la vicinanza della politica a questi “coraggiosi imprenditori”,anche se lo stesso Ardizzone rimarca il fatto che Finanza e Politica non debbano necessariamente camminare su due “binari paralleli”. Tra i presenti anche il nuovo parroco di Taormina Mons. Carmelo Lupò, che è stato invitato a “benedire i locali”, ma che ha anche richiamato l’attenzione dei presenti sul fatto che prima vadano “benedetti gli uomini”: un’osservazione che visti i tempi va considerata di stringente attualità. Ha preso parte al taglio del nastro anche il Sindaco di Taormina Eligio Giardina, che non ha mancato di evidenziare l’importanza per la Città di questa nuova realtà, che potrà certamente aiutare a sostenere chi dovesse decidere di investire e contribuire a creare occupazione in un momento così delicato. La Direzione della nuova filiale è stata affidata a Sergio Conti, che sarà affiancato da quattro gestori clienti: Marco Campo, Letterio Munafò, Valentina Musco, Paolo Spagnolo. Il Presidente Breganze ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’organico della filiale è giovane, dinamico, versatile e professionalmente di alto profilo, ben rappresentativo dell’immagine e del modello che Banca Nuova ha costruito negli anni in Sicilia: “Cercavamo un direttore ed un location ideali e una volta trovatili ci siamo convinti che era arrivato il momento giusto per aprire a Taormina”.

Banca Nuova nasce nell’ottobre del 2000 per volontà di Banca Popolare di Vicenza con la finalità di esportare il modello bancario vincente del nord-est associandolo alla forte tradizione creditizia delle aree del centro/sud Italia. La mission aziendale di Banca Nuova, nell’ambito della più ampia strategia del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, è di valorizzare le imprese più dinamiche del Mezzogiorno e le risorse finanziarie, umane, imprenditoriali e culturali presenti nei territori. Ad oggi Banca Nuova può vantare 108 punti vendita suddivisi in 94 sportelli di cui 78 in Sicilia,15 in Calabria e 1 nel Lazio,10 Negozi finanziari e 5 Punti Private, con un organico di 718 dipendenti e una rete di 65 promotori finanziari. L’istituto è stato costituito a Palermo nel 2000, nell’ambito del Progetto Centro Sud avviato dal Gruppo Banca Popolare di Vicenza e nel 2001, grazie all’acquisizione della Banca Popolare di Trapani presente con oltre quaranta filiali nella Sicilia Occidentale, ha completato la propria presenza in Sicilia. Nel 2002 il progetto di fusione per incorporazione di Banca Nuova in Banca del Popolo ha permesso di integrare la rete degli sportelli presenti nel Meridione dei due Istituti generando economie di scala e ottimizzando i processi di distribuzione di prodotti e servizi. Nel corso degli anni Banca Nuova ha proseguito con convinzione il proprio piano di espansione nelle regioni meridionali dell’Italia fino a raggiungere l’attuale dimensione territoriale ed occupa re con i suoi circa 106.000 soci il nono posto nella graduatoria dei maggiori gruppi bancari Italiani, producendo un utile netto di Euro 15.211.834 euro (2008).

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