Oggi, domenica 21 settembre, il Mondo si è messo in marcia per difendere il pianeta e il suo clima. Sono in programma 3000 manifestazioni sparse in tutto il globo, 150 in Italia, a cui hanno aderito tutte le città più importanti con Roma in testa, dove la marcia per il clima, partirà nel pomeriggio, alle ore 15, con appuntamento al Colosseo per “formare una grande coreografia umana” che sarà fotografata dall’alto e la cui proiezione andrà dritta alla marcia di New York e al mega vertice di martedì 23. Dopo lo scatto, i manifestanti faranno una passeggiata in bici per il centro di Roma e arriveranno sino ai Fori Imperiali, con la musica come sottofondo. Ai Fori Imperiali, sono stati organizzati incontri musicali dal vivo, installazioni artistiche e la possibilità di vedere la diretta della marcia newyorkese. L’iniziativa nel nostro Paese, è stata promossa da Italian Climate Network, Legambiente, KyotoClub, Power Shift Italia, Avaaz Italia, Wwf, Oxfam e molte altre associazioni che si occupano di difesa del pianeta in ogni suo aspetto. La People’s Climate March, è già stata inserita tra le più grandi manifestazioni mondiali e precede di pochi giorni “il summit straordinario sul clima” previsto per il 23 settembre a New York, per espressa volontà del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il quale ha investito della carica di “Messaggero di Pace” dell’Onu per il clima, l’attore Leonardo Di Caprio.

Nella “Grande Mela” è stata prevista la presenza di 125 Capi di Stato e per il nostro Paese sono attesi il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il Premier Matteo Renzi; infatti, un ruolo importante è dato all’Italia, visto che è Presidente di turno all’Unione. Il summit di New York, è fondamentale perché si tornerà a parlare di superamento dell’economia del carbone, di riduzione delle emissioni che genera costi enormi, per “cambiare le strategie” in un’azione di contrasto del cambiamento climatico. Ciò va considerato come un percorso di crescita in termini globali. Nel Rapporto “New Climate Economy” – redatto dalla Commissione Globale Indipendente sul Clima e l’Economia, che è diretta dall’ex Presidente messicano Felipe Calderon e in cui sono presenti ministri delle finanze, ex capi di governo, in tutto una ventina – viene illustrata “La Nuova Economia del Cima” e Calderon spiega che “la scelta tra la lotta al cambiamento climatico e la crescita economica è un falso dilemma”. Nel prossimo quindicennio, ci saranno investimenti economici del valore di 90 miliardi di dollari, in tutto il mondo per le infrastrutture, i sistemi energetici e l’agricoltura ma tale crescita può essere attuata con l’uso di un “basso tenore di carbonio, portando molteplici vantaggi in termini di posti di lavoro, salute, produttività aziendale e qualità della vita” dicono gli esperti.

L’incontro del 23 settembre, che prevede un discorso d’apertura dello stesso Di Caprio, servirà per la preparazione del vertice di Parigi, in calendario il prossimo anno. Uno dei nodi da sciogliere, è quello della limitazione entro i 2 gradi Centigradi del riscaldamento globale, rispetto a quello che era il livello medio precedente all’industrializzazione; ma secondo numerosi climatologi questo limite di 2° C è già stato superato e quindi i fenomeni atmosferici estremi che sono già in atto e l’aumento delle temperature, dicono che è necessario trovare soluzioni più rapide ed incisive.
Tra i promotori della Marcia per il Clima, il WWF, che ha posto come condizione improrogabile quella “di prendere impegni chiari per un futuro a carbonio zero e alimentato interamente da energia rinnovabile”. La Marcia di oggi, prende spunto da una domanda semplice e chiara: “Quando si parla di cambiamenti climatici, perché facciamo così poco quando sappiamo così tanto?” Una domanda diretta ai leader e a chi ha in mano le economie mondiali e che deve far riflettere ciascuno di noi; una domanda da cui parte anche un film, pellicola di 52 minuti, realizzato da Kelly Nyks e Jared P. Scott per la PF Pictures dal titolo di forte impatto: “Disruption – Disfacimento”. Un progetto che ha coinvolto la società civile e che ha promosso anche la People’s Climate March di oggi per tenere aperti gli occhi sul Pianeta, il suo futuro e il Destino di noi Esseri Viventi.

 

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