“Un continente invecchiato” – Il Santo padre è arrivato questa mattina in Albania, per il primo viaggio in terra europea al di fuori dei confini italiani. In serata il pontefice rientrerà in Vaticano, ma questa visita albanese è ricca di significati e non si concluderà certo con il calare delle luci giornaliere. L’importanza, del resto, è stata sottolineata dalla stesso Papa che, prima di partire, si è voluto soffermare su due temi cruciali per l’Europa e la Chiesa cattolica. Sul primo ha ribadito che il continente non ha più quella centralità di una volta. L’ha smarrita di fronte ai profondi cambiamenti mondiali. Bergoglio ha parlato dell’Europa come “un quinto continente un po’ invecchiato. Alcuni dicono che l’Europa non è la madre Europa ma la nonna Europa. Non so se è vero! Ma questo continente è una periferia”. Il pontefice argentino non fa altro che sottolineare la situazione contemporanea. L’Unione europea è un progetto a metà e dinanzi alle nuove potenze, come la Cina, l’India e la Russia, è inevitabile che venga posta in secondo piano.

L’impegno di Bergoglio: andare alla radice dei problemi – Il problema non è soltanto economico. La centralità della questione sta, senza ombra di dubbio, nel fattore monetario, ma si diffonde a macchia d’olio in ogni ambito a partire da quello politico, culturale e religioso. In altre epoche, infatti, l’Europa avrebbe reagito con maggiore convinzione all’eccidio di cristiani in Medio Oriente da parte dell’Isis. Oggi, invece, non è più così. Papa Francesco vede “un’Europa stanca che dobbiamo aiutare a ringiovanire, a ritrovare le radici che ha rinnegato”. Andare alla radice del problema, però, non è la tattica da adottare solo per guarire la malata Europa, ma è anche la medicina migliore per far risollevare la Chiesa cattolica. Su questo tema, nonostante le resistenze mostrate da qualche cardinale in questi giorni, il pontefice non vuole indietreggiare di un passo. Non lo vuole fare soprattutto nel momento in cui il Sinodo sulla famiglia è alle porte. Un appuntamento importante, che inizierà il 5 ottobre e dovrà discutere temi delicati.

Snellire i processi sulla nullità matrimoniale – Aspetti fondamentali per il cristianesimo del nuovo millennio e così il Papa ha invitato a “non sprecare energie per contrapporsi e scontrarsi. Bisogna guardarsi dalla tentazione della sufficienza e del clericalismo, quel codificare la fede in regole e istruzioni, come facevano gli scribi, i farisei e i dottori della legge del tempo di Gesù”. Per andare incontro alle parole del Santo padre, verrà istituita una Commissione presieduta dal decano della Rota, monsignor Pio Vito Pinto, per snellire i processi sulla nullità matrimoniale. L’obiettivo è dare un forte segnale di rinnovamento ai credenti, ma l’impressione è che il pontefice non si fermerà al ridimensionamento dei processi sulla nullità matrimoniale, attraverso l’eliminazione dell’obbligatorietà della doppia sentenza conforme. Bergoglio guarda oltre la siepe, come farebbe qualsiasi uomo a cavallo tra due epoche e desideroso di vivere in toto ciò che sta per arrivare.

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