Benvenuto autunno, l’estate è un ricordo – Ci siamo. Un’altra stagione estiva è volta al termine. Come spesso accade in questi momenti, si rimane impressionati dalla velocità con cui è trascorsa e i brevi momenti dei mesi estivi sono soltanto un ricordo. Le giornate si accorciano, la campanella della scuola richiama i ragazzi al loro impegno quotidiano e il mare si intristisce. Sono questi i primi sintomi della stagione autunnale. Sapori e immagini che cambiano con lentezza inesorabile. Con il trascorrere delle settimane i suoi colori invaderanno i boschi e l’odore di castagne arrosto si insinuerà tra una via e l’altra delle città. E’ questo l’autunno. Una stagione considerata triste, ma in realtà ha il suo fascino. Una bellezza che la si può cogliere, soprattutto, quando ci si trova in una casa di montagna. Il vento all’improvviso si alza, l’aria si rinfresca e la pioggia inizia a battere sul vetro della finestra. Eccoli i primi segnali autunnali.

Battiato, un cantante di mare che parla dell’autunno – Questa stagione è descritta con rara bellezza da Franco Battiato. Il cantautore siciliano, tramite la canzone “Veni l’autunnu”, riesce a cogliere l’essenza del periodo autunnale. Sotto certi punti di vista è un paradosso, perché a raccontare lo spirito dell’autunno è un personaggio nato in una città di mare. La grandezza di Battiato, però, va al di là dei limiti geografici e così le sue strofe hanno il pregio di far assaporare questa stagione. Provando ad ascoltare la canzone in un altro periodo dell’anno, il senso dell’autunno riesce sempre a influenzare l’ascoltatore. Ciò sottolinea la potenza del testo e la profondità dell’autore nel raccontare le sensazioni che gli trasmette l’arrivo dell’autunno. Per questo motivo salutare la stagione in cui cadono le foglie con le parole di Franco Battiato, è il miglior modo per iniziare il nuovo periodo della natura che, da sempre, ha affascinato poeti e letterati.

“Veni l’autunnu”… – In questo caso, però, anche un cantante come l’autore de “La cura” ha un rapporto particolare con questa stagione, perché con il dialetto siciliano è riuscito a mettere in evidenza il significato profondo del periodo. E’ questo l’aspetto più esaltante della sua canzone. Aver unito il concetto di sicilianità, espresso nel dialetto e simboleggiato dal mare e dal sole, con l’autunno che per forza di cose rappresenta tutt’altro. In Franco Battiato questa dicotomia diventa un tutt’uno ed emerge nella sua bellezza in questo testo: “Veni l’autunnu scura cchiù prestu e accumincia ‘a scola, e a’ mari già si sentunu i riuturi”. Eccoli i versi che immortalano il passaggio dell’autunno. Battiato mostra come lo splendore di questa stagione riesce a mostrarsi anche in terra siciliana. E’ un altro fascino rispetto a quello della montagna. Altre caratteristiche, diverse emozioni che non vietano all’autore di ricordare l’unicità della Sicilia: “Sparunu i bummi supra a Nunziata ‘n cielu fochi di culuri ‘n terra aria bruciata e tutti appressu o santu ‘nda vanedda, Sicilia bedda mia Sicilia bedda”.

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