Spinoza, l’autoconservazione e l’Ars – Il filosofo olandese Baruch Spinoza considera l’istinto di autoconservazione come un qualcosa che domina gli uomini e li costringe a vivere in uno stato di guerra continua, in balia della sorte, senza possibilità di garantire il proprio futuro. Mettendo da parte le speculazioni filosofiche successive del pensatore ebreo, questo principio di autoconservazione fa pensare all’Ars. L’assemblea siciliana, da sempre, è caratterizzata da un simile aspetto. Le maggioranze elette dai cittadini possono essere più o meno consistenti dal punto di vista numerico, ma finiscono sempre per perdere consenso con il trascorrere degli anni e pur di mantenersi in vita sono disposte a larghe intese, appoggi esterni e tutto quello che l’attuale politica italiana consente. L’obiettivo è soltanto uno. Concludere la legislatura. Non importa come, ma il fine è portare a compimento il mandato.

Crocetta alla ricerca di appoggi politici – Possono esserci indagini per mafia, un Governatore sfiduciato dalla sua coalizione, scandali tra gli assessori. Niente e nessuno riesce a interrompere l’attività dell’Ars. Non importa se le cittadine e i cittadini della regione attendono da mesi una soluzione ai loro gravi problemi, nella maggior parte dei casi occupazionali. L’importante è vivacchiare, tanto alle successive elezioni, grazie a giochetti politici e alla nascita di qualche altro strano movimento, gli stessi protagonisti si contenderanno una poltrona del Palazzo dei Normanni. Questo modo di intendere la politica siciliana, a quanto pare, ha coinvolto anche il Presidente Rosario Crocetta. Sfiduciato da più parti, dal Partito democratico con il segretario regionale Fausto Raciti e dall’Udc dopo lo scontro con Giampiero D’Alia, l’ex primo cittadino di Gela punta a resistere nonostante tutto. L’impresa, a prima vista, sembra impossibile. Dove potrebbe trovare la fiducia una figura come Crocetta, che in questi mesi ha sprecato un grande consenso regionale e nazionale?

Malafarina e quel dialogo con FI e il Ncd – La risposta potrebbe darla un fedelissimo del Governatore. Si tratta di Antonio Malafarina, deputato del Megafono, già vicequestore a Gela e incaricato dal Presidente di realizzare un “mandato esplorativo” per capire se ci sarà la disponibilità dei partiti dell’opposizione di realizzare una sorta di grande coalizione, in modo da portare a compimento i provvedimenti considerati urgenti. Qualche anno fa si sarebbe chiamato inciucio, ma oggi si potrebbe utilizzare un’altra terminologia. Sta di fatto che gli interlocutori principali di Malafarina si trovano in Forza Italia e nel Nuovo Centro Destra. I segnali, da parte dei partiti dell’opposizione, sembrano positivi. Indiscrezioni di palazzo, infatti, danno come fattibile un accordo. In realtà le due parti si sarebbero iniziate a parlare e a confrontare da qualche settimana. Nel bel mezzo del fallimento e dello scandalo del Piano giovani, delle piscine abusive o meno e del duro scontro nel Partito democratico con Fausto Raciti, che ha rotto qualsiasi rapporto con il Presidente Rosario Crocetta, il dialogo potrebbe essere a buon punto e così il gattopardo aggiungerebbe un altro capitolo alla sua storia siciliana.

© Riproduzione Riservata

Commenti