Le differenze tra Champions ed Europa League – Si è conclusa una settimana di coppe europee. Una tre giorni, come spesso capita, a due velocità. Da un lato la Champions League con gli stadi pieni, il fascino del suo inno, i miliardi che circolano da un campo all’altro, le stesse che si sfidano sul terreno di gioco; e dall’altro l’Europa League con formazioni spesso anonime, i cosiddetti club decaduti, match giocati nelle periferie del mondo del pallone, pochi soldi e tanto turnover da parte degli allenatori che a questa competizione preferiscono una vittoria in campionato per potersi piazzare tra le prime e disputare, il prossimo anno, la Champions League. Questa si che è una competizione da gustare. L’Europa League sembra tanto la nostra serie B. Un campionato duro, affascinante nelle ultime giornate per scoprire chi verrà promosso, ma noioso nei mesi precedenti dove a seguirlo sono soltanto i tifosi delle squadre del torneo.

Lo scarto della Champions – Non importa se a disputare le partite c’è la Juventus o il Liverpool. La storia non cambia. Non sarà la squadra più titolata d’Italia a nobilitare l’Europa League. L’anno scorso, sotto questo punto di vista, ci siamo resi conto di come una simile competizione non cambia se una delle squadre in campo è quella di Torino. In verità l’Europa League appare come uno scarto della Champions League. Ci finiscono le formazioni eliminate nel preliminare di agosto e vengono inserite, con l’inizio del nuovo anno solare, quelle che arrivano terze nei mini gironi della Champions. Per tutti questi motivi guardare in tv o allo stadio una partita di Europa League, provoca un’insostenibile noia. Qualcosa di insopportabile, soprattutto se il giorno primo ti sei esaltato assistendo alla travolgente vittoria della Roma contro il Cska Mosca, oppure alla super sfida tra i campioni di Germania del Bayern Monaco e quelli d’Inghilterra del Manchester City.

L’Europa a due velocità – Con tutto il rispetto per lo Sparta Praga o per il Guingamp, non è la stessa cosa. Anche se davanti hanno squadre italiane, come il Napoli e la Fiorentina, la differenza tra i match è abissale, imbarazzante. Ma cos’è che contribuisce ad acuire questo divario? Senza ombra di dubbio i soldi. Il fattore economico è determinante. Meno miliardi vuol dire pochi campioni e quindi spettacolo di livello inferiore per il pubblico. Una volta c’era anche la Coppa delle Coppe, superata proprio dall’Europa League e l’impressione è che se dovesse continuare così, anche questa competizione tra qualche anno potrebbe chiudere i battenti. Non c’è inno dell’Europa League che tenga, perché quello della Champions è molto più affascinante ed esaltante. In questo e in altro, le due competizioni europee sembrano l’Europa a due velocità di cui tanto si parla in questo periodo. Da un lato c’è il continente più ricco e dall’altro c’è la zona ridimensionata dalla crisi economica. Da una parte il Bayern della Merkel e dall’altra parte la Fiorentina di Renzi.

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