Roma e la denuncia di Bertolucci – Il grido di dolore del maestro Bernardo Bertolucci viene fuori dal video, della durata di un minuto e mezzo, presentato lo scorso anno al Festival di Venezia con il titolo “Red Shoes”. Il protagonista è proprio il regista italiano, che da un po’ di tempo è costretto a muoversi tramite una sedia a rotelle e quindi è più sensibile di altri alla questione inerente le barriere architettoniche. Si, gli ostacoli principali nella vita di un disabile sono il tema centrale di questo corto cinematografico, che denunciano lo stato di abbandono in cui si trova Roma, anche sotto questo punto di vista. Il breve film è stato girato a Trastevere, in una delle zone più belle della capitale. Un luogo caratteristico, ricco di ottimi ristoranti e meta di viaggiatori e turisti che vogliono vivere in toto la quotidianità romana. Peccato, però, che i sampietrini sono abbandonati a se stessi. Il dissesto li caratterizza, per non parlare dei tombini saltati, rattoppi di asfalto e varie buche.

Le difficoltà di spostarsi nella capitale – E’ chiaro che in un contesto del genere questo degrado balza all’attenzione con maggiore facilità. Siamo a Roma e vederla amministrata in questo modo non è certo il massimo. Però, per una persona che ha difficoltà nel muoversi e deve fare affidamento a mezzi tecnologici, il problema è doppio. Non solo, come tutti gli altri, i suoi occhi devono abituarsi al degrado capitolino, ma i limiti motori impongono di non poter spostarsi tra le vie romane. Qualcosa di inaccettabile e vergognoso in una città come Roma. Eppure è la triste realtà. Questo video è stato girato un anno fa, ma la situazione non è cambiata. Bertolucci ha raccontato che il sindaco, Ignazio Marino, ha visto con lui il film, ma ad oggi non ha fatto nulla per risolvere la questione. Peccato, perché una città come la capitale dovrebbe avere un primo cittadino sensibile, in primis, al concetto di bellezza. Un luogo magico che potrebbe fare dei suoi scorci una ricchezza, è costretto a vivacchiare per mancanza di prospettive e progettualità.

Messina e l’indifferenza italiana verso i disabili – Però Roma non è la sola città italiana con gravi problemi sotto il profilo delle barriere architettoniche. E’ sufficiente girare tra le province del bel Paese, per rendersi conto di come siamo indietro rispetto al resto d’Europa e al mondo occidentale. Un esempio è la città di Messina. La porta della Sicilia è un luogo disordinato, che rispecchia le caratteristiche di molti suoi abitanti. La conseguenza sono macchine parcheggiate in ogni angolo, soprattutto sui marciapiedi, segnali stradali che intralciano il passaggio dei disabili che vivono in città, mezzi pubblici non adibiti al trasporto degli invalidi. Nella zona commerciale di Messina, inoltre, è impossibile uscire da casa per una persona con problemi motori. Marciapiedi piccoli che non hanno scivoli per favorire il transito delle carrozzine, bidoni della spazzatura attorniati da divani, tv e quant’altro che ostacolano qualsiasi passaggio. Il bene comune di cui parla il sindaco, Renato Accorinti, è ancora molto lontano. Irraggiungibile per le persone disabili, che come ha ricordato Bernardo Bertolucci sono ignorate dalla cultura italiana: “Non siamo storicamente attenti al mondo di chi non è autosufficiente, non ci sono leggi di garanzia, noi preferiamo una sorta di manutenzione per i disabili, che è una via d’uscita mediocre”.
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