Intesa tra governo e 95% dei sindacati – E’ stato trovato l’accordo tra il governo e i sindacati sullo sblocco degli stipendi per il prossimo anno dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Le parole dei giorni scorsi del Ministro dell’interno, Angelino Alfano, erano motivate e così il 95% delle sigle sindacali ha annullato le proteste che erano state ipotizzate se non fosse stato raggiunto un accordo. Dunque sono stati recuperati i soldi, poco più di un miliardo di euro in totale, per sbloccare gli stipendi delle forze dell’ordine. Per essere precisi, 440 milioni verranno dai ministeri, 530 dal governo e 119 saranno attinti dai fondi di perequazione. L’intesa ormai è raggiunta e si attende la comunicazione ufficiale del governo di larghe intese. Fino a quel momento non ci sarà qualcosa di scritto e così il sindacato autonomo Sap rimane sugli scudi. Non si fida fin quando il governo non darà il definitivo via libera allo sblocco dei salari per il prossimo anno.

Il Sap non si fida e prosegue con le sue mobilitazioni – Se la stragrande maggioranza dei sindacati di polizia ha raggiunto un accordo con l’esecutivo, la Consulta sicurezza, organismo di cui fanno parte il Sap (polizia), il Sappe (polizia penitenziaria), Sapaf (corpo rorestale) e Conapo (vigili del fuoco), ha invitato il Presidente del consiglio a parlare chiaro: “Chiediamo al Presidente del consiglio di scoprire finalmente e completamente le carte, perché le forze dell’ordine e i vigili del fuoco non possono ancora una volta essere traditi da promesse non mantenute”. Per questo motivo la Consulta ha confermato la mobilitazione nazionale con le iniziative del 23 e del 24 settembre. Il sindacato autonomo, inoltre, ha fatto sapere che non c’è nessun muro alzato nei confronti del governo e nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Grazioli, una delegazione sindacale ha incontrato i vertici di Forza Italia guidati da Silvio Berlusconi. Un confronto definito “costruttivo” dal Sap, che però dimentica come questi blocchi salariali sono stati attuati proprio dal governo Berlusconi nel 2010.

Una spaccatura tra i sindacati – Parole diverse, in vista dell’accordo (ancora non ufficializzato), sono state pronunciate dal Silp, il Sindacato italiano lavoratori polizia della Cgil. L’incontro tra le sigle sindacali e alcuni ministri è stato ritenuto preliminare, in vista della preannunciata convocazione da parte del premier Matteo Renzi. Inoltre i sindacati Ps e Cocer fanno sapere che “in considerazione di tale novità e delle strumentalizzazioni fatte da altri soggetti, che sono interessati alla protesta fine a se stessa piuttosto che alla risoluzione positiva della problematica rivendicata, nel prendere le distanze da tali iniziative, avvertiamo la necessità, in rappresentanza del 93% degli operatori di questi comparti, e per il senso di responsabilità istituzionale che da sempre accompagna il nostro agire, di precisare che le iniziative annunciate sono concepite nel pieno rispetto delle regole e della legalità”. In attesa delle decisioni ufficiali dell’esecutivo, il mondo dei sindacati mostra una spaccatura al suo interno a causa delle prese di posizione del Sap.

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