Meno vincoli per le aziende – La continua recessione dell’Italia impone scelte radicali, cambiamenti repentini rispetto al passato. Nelle ultime settimane il Presidente del consiglio, Matteo Renzi, aveva indicato il modello tedesco del welfare come esempio per l’Italia. Un sistema incentrato sulla parola flessibilità. Le novità dell’esecutivo in campo lavorativo si ispireranno al sistema teutonico, ma includeranno una ridefinizione dell’articolo 18 per i neoassunti. Il testo, presentato in Commissione lavoro al Senato, prevede innanzitutto di porre in evidenza e analizzare “tutte le forme contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e internazionale, anche in funzione di eventuali interventi di semplificazione delle medesime tipologie contrattuali”. La novità più rilevante della riforma del mercato del lavoro, che il governo vorrà fare approvare in tempi rapidi, riguarda, per i neoassunti, l’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio.

Le novità del contratto a tempo indeterminato – Ipotizzato dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, il contratto a tempo indeterminato è come un matrimonio e quindi potrebbe essere interrotto. In più, il contratto dà la possibilità al datore di lavoro di interrompere il rapporto in qualunque momento e senza motivazione nei primi tre anni. Quando l’impresa deciderà di interrompere il rapporto lavorativo, soprattutto nel primo triennio, dovrà versare un indennizzo monetario ai licenziati. Un aspetto molto importante di questo tipo di contratto unico è che, a differenza dell’apprendistato, è applicabile a tutti e non soltanto agli under 30. L’obiettivo è di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro anche alle donne in maternità. Quindi se da un lato qualsiasi cittadino ha maggiori possibilità occupazionali, dall’altro lato le aziende possono godere di meno vincoli e hanno più libertà nel muoversi. Nella riforma del lavoro, inoltre, è prevista una rivisitazione dello Statuto dei lavoratori. Con l’introduzione dei controlli a distanza (nel rispetto della privacy), tramite tecnologie per la sorveglianza e il tele-lavoro, il governo modificherà l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori che vieta l’utilizzo di impianti audiovisivi e altre apparecchiature.

Addio articolo 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori – Lo Statuto, con grande probabilità, verrà rivisto anche nell’articolo 13, che attualmente prevede di usufruire delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto. Con il superamento di questo aspetto, ci sarà un utilizzo più flessibile dei compiti dei dipendenti in vista di possibili riorganizzazioni o ristrutturazioni aziendali. Inoltre il Jobs Act prevede un salario minimo non solo per i lavoratori subordinati, ma anche per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Infine ci sarà un riordino e una razionalizzazione dell’attività ispettiva e in particolar modo verrà creata “un’ Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, tramite l’integrazione «ei servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’Inps e dell’Inail, prevedendo strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle Asl e delle Arpa”. L’obiettivo di tutte queste novità, ha spiegato Filippo Taddei, responsabile economico e lavoro del Pd, è creare “un mercato del lavoro più equo e europeo”.

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