Sconfessata la linea di Grillo e Casaleggio – “Il M5s continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione. Non cediamo e non ci facciamo lusingare dalla prospettiva di acquisire poltrone o, addirittura, da eventuali vittorie in alcune elezioni provinciali”. Erano state queste le parole di Beppe Grillo, pronunciate sul suo blog, per scongiurare qualsiasi ipotesi di coinvolgimento degli stellati nella provincia di Parma. Una dichiarazione che non è stata presa in considerazione dal sindaco ducale, Federico Pizzarotti, il quale dopo settimane di calma apparente con l’ex comico genovese, è tornato a mostrare la sua visione diversa sul movimento. Questa prospettiva differente ha condotto il primo cittadino a dialogare con le altre forze politiche e a trovare un accordo con democratici e centrodestra per eleggere un esponente Pd alla presidenza della provincia di Parma. In realtà c’è di più, perché Federico Pizzarotti sarà candidato come consigliere provinciale nella lista unitaria. In questo modo la linea politica della Casaleggio & associati viene sconfessata.

Il nuovo scontro tra la visione di Pizzarotti e quella di Grillo – Dopo il periodo in cui Beppe Grillo si è sforzato di mostrarsi come un moderato, perché ha capito che agli italiani non piacciono più di tanto gli estremisti, è tornato a camminare sul vecchio sentiero. Quello caratterizzato da invettive, insulti e opposizione dura e pura. Era stato proprio il Grillo parlante e pacato a far tornare il sereno tra Pizzarotti e il guru, ma questa inversione di marcia ha riportato a galla profonde differenze tra l’idea di Movimento di Grillo e Casaleggio e quella del sindaco di Parma. Il dialogo e l’accordo con il Pd e il centrodestra è soltanto un pretesto, un segnale di Pizzarotti ai vertici del M5s. Il primo cittadino ha voluto ricordare come il Movimento non è qualcosa calato dall’alto, che si trova nel dibattito politico per caso. E’ un’organizzazione che fa della politica la sua essenza e quindi il confronto con le altre forze del Paese, seppur distanti dai pensieri dei grillini, è doveroso e necessario. Pizzarotti non vuole che il Movimento continui a chiudersi in una torre d’avorio, dove spesso si levano urla che non hanno alcun effetto sulla realtà circostante.

La vicenda emiliana, quella di Asti e la normalità del M5s – La distanza tra i due è ritornata sin troppo evidente e anche se Pizzarotti cerca di ridimensionare la vicenda con un lungo post su facebook, in cui scrive che “non c’è nessun accordo definito, non c’è nessuna alleanza né un patto tra partiti”, lo scontro è di nuovo aperto. Le tensioni, però, non sono racchiuse nel solo territorio di Parma. Un acceso dibattito si è aperto nel Movimento per le candidature in vista delle regionali in Emilia Romagna. Malumori crescenti dovuti anche all’esclusione di Andrea De Franceschi, capogruppo M5s alla regione, dopo la notizia di un presunto coinvolgimento nelle indagini “spese pazze”. Un atteggiamento, quello dei vertici del M5s, che non è piaciuto ad alcuni parlamentari e esponenti grillini, tra cui Pizzarotti, che hanno confermato il loro disinteresse verso la campagna elettorale emiliana. Poi c’è la vicenda di Asti, dove attivisti ed ex attivisti del M5s hanno chiesto, tramite una lettera, le dimissioni di Gabriele Zangirolami, capogruppo cinque stelle, “a seguito dei reiterati comportamenti tenuti ormai da troppo tempo in consiglio comunale e nella gestione del M5s di Asti in merito alla mancanza di trasparenza, democrazia e partecipazione”. Vicende in grado di mostrare che il Movimento, nonostante le parole e le frasi di Grillo, è un partito come tutti gli altri.

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