E se il commissario si trasferisse in Puglia? – Il produttore del commissario Montalbano, Carlo Degli Esposti, è stato chiaro: “La regione Sicilia non ha mai dato un centesimo, la Puglia mi fa ponti d’oro. Mi spiacerebbe lasciare l’isola, ma non si può continuare così”. E’ questo l’allarme lanciato da chi mette a disposizione il denaro per girare le puntate delle serie tv di successo trasmessa da Raiuno. L’ipotesi è quella di spostare l’amato commissario e tutti gli altri protagonisti in Puglia. Sarebbe un colpo al cuore per l’essenza di questa fiction, che fa dei luoghi e dei sapori della Sicilia un suo carattere distintivo. Il papà del commissario, Andrea Camilleri, è infastidito dalla vicenda e ha detto: “Io non c’entro niente con la produzione del Montalbano televisivo ma non posso non essere d’accordo con il produttore Carlo Degli Esposti perché la Sicilia non ha mosso un dito malgrado il ritorno economico e turistico che la serie ha portato”. Già, perché il commissario Montalbano ha portato ricchezza nelle casse della regione.

La ricchezza che Montalbano ha portato in Sicilia – Come ha ricordato Degli Esposti, “il sindaco di Noto insieme a Fabio Granata, grande amico di Camilleri, mi chiede di non andare, pensano di fare anche un museo della fiction di Montalbano, ma in questi anni nessuno ha collaborato. Il successo inglese di Montalbano ha portato Ryan Air a comprare tutti gli slot di Comiso per portare i turisti a Ragusa”. In più la fiction ha contribuito a diffondere le bellezze della Sicilia nel resto d’Italia e del mondo. Il governo regionale, impegnato a dibattere su argomenti fini a se stessi e bloccato in una palude istituzionale, non si è mai interessato a investire sul commissario Montalbano. Soltanto dopo il grido di dolore del produttore, il governatore Rosario Crocetta ha affermato che “la regione è pronta a intervenire” e i comuni della provincia di Ragusa, pur di non farsi sfuggire il commissario più amato d’Italia, sono disposti ad autotassarsi per finanziare la produzione della fiction.

Da Montalbano a Catarella, in Puglia sarebbero pesci fuor d’acqua – Del resto vedere Salvo Montalbano costretto a traslocare in Puglia, nonostante sia una terra molto bella, è qualcosa al di là dell’immaginazione. E’ pura utopia. Lui legato con forza e tenacia a quei luoghi, al mare, ai suoi profumi, alla sua cucina e a tutte le contraddizioni siciliane, non potrebbe abbandonare le zone in cui è nato e cresciuto. Come farebbe a farsi capire in dialetto pugliese? Pensate per un attimo al povero Catarella. “Dottori! Stamattina tilifonò gente che addimandava di lei pirsonalmente di pirsona! I nomi ce li scrissi in questo pizzino”, è una delle tante battute del poliziotto del commissariato di Vigata. Come potrebbe essere trasferita questa sicilianità in Puglia? E poi c’è il mare, quell’acqua tanto amata dal Commissario che ogni mattina si affaccia dal suo balcone, nella casa di Marinella, e vede le onde sbattere sulla spiaggia. Se venisse scippato di tutto ciò, il Commissario Montalbano verrebbe privato del suo significato originale. Diventerebbe una fiction qualsiasi, che con il passare delle serie e degli anni cambia personaggi e si snatura rispetto alle prime puntate.

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