La lunga tradizione indipendentista della Scozia – Il segretario della Lega nord, Matteo Salvini, giovedì sarà a Edimburgo per seguire da vicino il referendum sull’indipendenza della Scozia. Se dovessero vincere i si, e i sondaggi danno un testa a testa tra le due parti, potrebbe iniziare un grande cambiamento in Europa. E’ iniziato tutto con la Crimea. La regione ucraina, dopo le rivolte di piazza Maidan, è stata presa di mira da Vladimir Putin che con metodi lontani da principi democratici ha occupato la zona e dopo ha imposto una sorta di referendum farsa, svolto in un territorio militarizzato, in cui ha stravinto la sua linea. La situazione è molto diversa in Scozia. La tradizione indipendentista affonda le sue radici nei secoli e anche se il legame con il Regno Unito risale a più di trecento anni fa, già nel 1707 era nato un movimento per l’indipendenza nel Paese e nel 1934, invece, si era costituito il Partito nazionalista scozzese (Snp). Si tratta del partito che nel 2007 ha conquistato la maggioranza relativa in Parlamento e nella visione degli scozzesi ha colmato il vuoto lasciato dai laburisti.

Milano non è Edimburgo – La Scozia ha una propria storia e tradizione. Non abbiamo a che fare con il regno di Narnia, eppure la Lega Nord vive con trepidazione questo momento. Si attende la data del 18 settembre come un momento storico, che potrebbe dare il via a una serie di referendum in cui vari popoli sarebbero tentati a chiedere l’indipendenza dai loro stati. I dirigenti di via Bellerio sognano in grande e sono convinti di poter incamminarsi lungo il sentiero dell’autonomia. La storia, però, è un tantino diversa. La famosa Padania di Bossi e figli non è paragonabile alla Scozia, che è un Paese quasi a tutti gli effetti. La questione non è soltanto storica, ma anche diplomatica. Il rapporto tra Scozia e Inghilterra è lontano anni luce da quello tra Padania e Italia. La differenza, in questo ultimo caso, non esiste. Lombardia e Veneto sono il cuore pulsante del bel Paese, il motore economico e il centro finanziario. Durante i secoli, inoltre, Milano (che dovrebbe essere la capitale di questa Padania) è stata un simbolo nazionale e porta su di se il significato e il senso di essere italiani.

Borghezio non è William Wallace e la Padania è solo una pianura – Gaetano Salvemini diceva: “Quello che oggi pensa Milano, domani lo penserà l’Italia”. Una frase attuale ancora oggi, per sottolineare come il capoluogo lombardo è anche il più importante centro politico del Paese. Là nascono le idee e i progetti politici e in seguito si diffondono nel resto d’Italia. Come fa un luogo come questo ad essere paragonato alla Scozia? In attesa che Borghezio venga messo sullo stesso piano di William Wallace, il premier britannico, David Cameron, ha rivolto un accorato appello agli scozzesi: “Vi prego di non fare a pezzi questa famiglia di nazioni”. Già, nazioni. Non regioni o pianure. La Gran Bretagna è un insieme di stati e voler paragonare la questione scozzese a quella padana potrebbe avere delle conseguenze comiche. Salvini fa l’occhiolino al referendum scozzese, ma nello stesso tempo è alleato nel Parlamento europeo di Strasburgo con il Front National di Marine Le Pen, un partito di estrema destra forte sostenitore del centralismo statale. Quindi più che all’indipendenza e a un territorio autonomo, la nuova classe dirigente della Lega Nord pensa a stare con due piedi in una scarpa. Non sarà una secessione, ma si può stare molto più comodi.    

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