Fine del matrimonio tra il Pd e Crocetta? – La diatriba tra il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, e il segretario del Pd Sicilia, Fausto Raciti, prosegue. Questa volta, però, l’impressione è che si è giunti al capolinea. Le parole dell’ex esponente dei Giovani democratici non lasciano spazio a dubbi: “Da oggi i destini del partito e del governatore si separano. Renzi? La direzione nazionale è stata informata. La nostra gente non ce la fa più. Se qualche dirigente democratico intende proseguire dovrà dirlo pubblicamente”. Raciti considera fallimentare il Crocetta-bis e i metodi utilizzati dal Presidente per denigrare chi lo critica: “L’ultimo caso, quello che ha riguardato l’assessore Sgarlata è solo la puntata più recente di una guerra di corte, combattuta a suon di dossier, di denunce. Questo è in realtà il governo degli eterni rimpasti. Vorrei ricordare che quello che succede oggi alla Sgarlata è già successo a Marino. Non c’è una discussione politica a viso aperto, nella quale è possibile riconoscersi. Si tira il fango in faccia, si compilano i dossier, si umilia l’interlocutore. E ciò dà la cifra esatta della qualità scadente del Crocetta-bis. Un governo che si è eroso in violentissime lotte intestine che hanno messo a nudo l’evidente incapacità di governare la Sicilia”.

Le critiche dei renziani a Raciti – Dopo le parole di Raciti e a quanto pare la conclusione imminente della gestione Crocetta, l’ex primo cittadino di Gela ha risposto con un renziano “e chi è Raciti?”. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha preferito non intervenire sulla vicenda, ma non è un mistero che non ha accolto con favore le parole di Fausto Raciti. Il Presidente del consiglio vorrebbe dare un’altra possibilità a Rosario Crocetta e la formazione della compagine dei cosiddetti “renziani di governo”, ne è una dimostrazione. In queste ore, in Sicilia, è un tutti contro tutti. La brusca rottura di Raciti non è vista di buon occhio neanche dai renziani siciliani della prima ora, che per volere di Roma sono stati costretti ad appoggiare Raciti, candidato cuperliano, durante le ultime primarie regionali, ma adesso mostrano un certo fastidio nei confronti della decisione del segretario dell’isola. L’idea dell’ala renziana è che Raciti ha fatto saltare il ponte con Crocetta, perché non ha ottenuto quell’assessorato rivendicato dalla sua area politica di riferimento.

Crocetta vs Raciti e la Sicilia aspetta – Fausto Raciti, dal punto di vista dei renziani, si sta comportando come un capo corrente e non è mai riuscito a porre i temi centrali di cui la Sicilia ha bisogno. La situazione in cui versa la sua segreteria, del resto, è un esempio lampante del suo fallimento. I renziani, però, l’hanno sostenuto alle primarie e adesso ne pagano le conseguenze. L’unico punto che li accomuna è porre fine alla gestione Crocetta, o quantomeno invertire la rotta. Dall’altro lato, invece, il Presidente Crocetta si è chiuso in una sorta di torre d’avorio dove lui è l’intoccabile e il puro e il resto è corruzione e mafia. Un atteggiamento che ha condotto all’attuale fallimento della sua azione politica, incapace di farsi carico delle reali esigenze regionali. Forse una riflessione si sarebbe potuta fare a inizio mandato, quando Crocetta aveva vinto senza una maggioranza concreta e nonostante ciò si è intestardito a voler guidare la Sicilia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e lo scontro tra Crocetta e Raciti è incomprensibile agli elettori, che vorrebbero soltanto una terra governata con efficienza.

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