Ho ascoltato a Radio24 un editoriale a mio parere del tutto condivisibile di Davide Giacalone. Quanto segue lo riprende in parte, integrandolo con ulteriori osservazioni. Ebbene, le parole del pontefice sulla guerra sempre come follia inutile e sulla guerra da rifiutare perché gli affaristi ci si arricchiscono lasciano interdetti. Intanto, per la mancanza di senso di opportunità: a Redipuglia, in mezzo alle tombe dei caduti italiani nella I guerra mondiale, si parla dell’inutilità della guerra.

L’orgoglio patriottico, l’identità degli abitanti di quella zona, i cui nonni sono morti a decine di migliaia per combattere gli stati dell’Europa centrale (che facevano uso di gas) alleati con gli Ottomani per difendere o recuperare tra l’altro terre e città italiane minacciate (sarebbero forse diventate austriache Milano, Venezia se avessimo perso, ricorda Giacalone) è stato un sacrificio inutile?

Dobbiamo davvero fare nostra la sentenza celebre di Benedetto XV che nel 1917 rivolgendosi ai belligeranti parlava della guerra mondiale come di “inutile strage”? E oggi, se papa Francesco parla nei termini detti mentre i social network e i media continuano a mandare in onda le decapitazioni di Isis cosa propone in concreto? Forse che le vie diplomatiche contro questo nuovo totalitarismo (come l’ha definito il giornalista della Stampa Quirico) siano percorribili? Di Isis che per completare la sua opera di propaganda e incitare i seguaci a invitato a impallinare le città occidentali con i kamikaze, rilanciando un metodo che non ha mai smesso tragicamente di funzionare negli ultimi lustri senza però colpire il nostro way of life?

Come ha detto Giacalone, tutti vorremmo un tavole di trattative, ma bisogna che l’arma sia sul tavolo e dall’altra parte del tavolo ci sia qualcuno.

© Riproduzione Riservata

Commenti