Colpire i fondamentalisti con ogni mezzo – Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, continua a mostrare preoccupazione nei confronti della minaccia islamista in Italia e in Europa. Le minacce delle ultime ore dei membri dell’Isis, che sarebbero pronti a colpire con atti terroristici dentro i confini del vecchio continente, hanno allertato i servizi governativi e la difesa italiana. Come detto nei giorni scorsi, il pericolo per l’Italia è reale. Essersi esposti contro la violenza dei fondamentalisti islamici in Iraq, rende il nostro Paese una nazione sensibile a possibili attacchi. Il governo di larghe intese non vuole sottovalutare nulla e così il leader del Nuovo Centro Destra è convinto che occorre affinare anche gli strumenti normativi per ostacolare la sfida lanciata dall’Isis al mondo occidentale. Il rischio, secondo il capo del Viminale, è reale. La struttura terroristica può contare su molti seguaci europei, i cosiddetti “foreign fighters (combattenti stranieri), che sposano la sciagurata causa, hanno passaporti europei, sono conoscitori delle abitudini occidentali e mettono a disposizione dell’organizzazione la loro preparazione bellica”.

Le azioni europee contro l’Isis e i suoi seguaci – Proprio per questo motivo, fa notare il Ministro, la lotta contro l’Isis sarà più difficile di quelle precedenti contro Al Qaeda o altre organizzazioni terroristiche. Alfano fa sapere che ci si sta organizzando a livello interno e internazionale. Per cercare di prevenire e contrastare i fanatici è necessario, secondo il politico siciliano, muoversi su due piani: “Il primo interessa le misure di prevenzione messe a punto dai singoli Stati e a livello europeo, come il monitoraggio dei siti di propaganda islamica, l’investimento di risorse nelle attività di esplorazione della Rete, l’adozione di strumenti di segnalazione degli spostamenti dei foreign fighters in tutta l’Unione Europea e di uno specifico codice di prenotazione, il Pnr (Passenger name record) per fornire agli organismi di Polizia un elenco sempre aggiornato di chi si muove nell’area Schengen”. Queste norme, in generale, sono già sul tavolo delle ipotesi dei vari governi europei, mentre la ricetta personale di Alfano per contrastare il terrore di matrice islamica è sintetizzata nel secondo punto.

Neutralizzare i foreign fighters – Quest’altra prospettiva riguarda l’azione penale, la specificità del reato in cui si muovono magistratura e polizia giudiziaria. Per risolvere le lacune del sistema “occorre che la partecipazione ad atti di violenza terroristica, e quindi anche lo stesso tentativo di parteciparvi, venga perseguita in maniera autonoma, cioè anche se appaia il frutto di scelte e comportamenti strettamente individuali che giungano a capo di un percorso di auto-indottrinamento del soggetto. Si tratta, insomma, di attualizzare il nostro armamentario normativo, aggiungendovi una nuova previsione che tenga conto dell’evoluzione della minaccia e della necessità di non prestarle fianchi scoperti che possano farci correre il rischio di rendere meno efficace la nostra risposta. Un ulteriore affinamento, dettato da una speculare esigenza di prevenzione, potrà riguardare l’articolo 4 del codice antimafia, secondo il quale le misure di prevenzione personale possono già essere applicate a coloro che siano indiziati di commettere reati con finalità di terrorismo, interno o internazionale, o di porre in essere atti preparatori in tal senso”. L’obiettivo è “neutralizzare alla radice” i foreign fighters, sempre più numerosi in Europa.

© Riproduzione Riservata

Commenti