L’angosciante scenario internazionale – Nella sua visita a Redipuglia, davanti alle tombe di centomila soldati italiani per commemorare i morti di tutte le guerre, Papa Bergoglio guarda con preoccupazione lo scenario internazionale e vede nubi sul futuro del pianeta. Proprio a distanza di cento anni dalla Prima guerra mondiale, il pontefice argentino teme lo scoppio di un terzo conflitto. Lo dice da qualche settimana. E’ angosciato per la morte brutale e le persecuzioni a cui sono sottoposti migliaia di cristiani e di altre minoranze. E’ preoccupato per la polveriera mediorientale e sa bene che sotto il Muro del Pianto, a Gerusalemme, potrebbe essere innescata la miccia di una guerra di dimensioni mondiali. Poi c’è il fronte ucraino. L’atteggiamento di Vladimir Putin contro i vicini dell’Ucraina è un focolaio che potrebbe portare la guerra nel cuore del vecchio continente. A tutto ciò va ad aggiungersi la minaccia terroristica, che come un’ombra di notte potrebbe colpire con imprevedibilità in qualsiasi Stato.

Bergoglio e il timore di una nuova Grande guerra – Papa Francesco non può non riflettere dinanzi a un simile fermento e così ha detto: “Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta a pezzi, con crimini, massacri, distruzioni”. In seguito il pontefice, per sottolineare l’indifferenza con cui il mondo sta andando incontro al terzo conflitto mondiale, ha citato la Bibbia: “Ad essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo «A me che importa?» e Caino direbbe: «Sono forse io il custode di mio fratello?». Papa Francesco lancia l’allarme e per alcuni tratti è sembrato di ascoltare il discorso all’umanità di Charlie Chaplin presente nel film “Il grande dittatore”. Bergoglio teme l’indifferenza dell’uomo dinanzi alla morte e alla sofferenza altrui. I continui sbarchi sulle coste siciliane c’hanno abituato alla disperazione e in alcuni casi neanche la comprendiamo. E’ come se il cuore umano si fosse indurito. Si è fatto macchina e ha perso la propria umanità, lo spirito essenziale.

Combattere contro il sonno della ragione – L’uomo, senza accorgersene, si sta preparando a una nuova guerra. Il Papa ne è convinto e sostiene che “mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello, l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione, volersi sviluppare mediante la distruzione”. Il custode della cristianità vorrebbe fare di più, ma si deve limitare a parlare e a svegliare le coscienze da una sorta di sonno della ragione: “La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino”. Ed è contro l’indifferenza del fratello di Abele che si deve combattere, per evitare un conflitto disastroso per l’umanità.

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[In copertina, Papa Francesco nel cimitero austroungarico di Fogliano / Foto ansa]

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