I grillini e l’informazione – In principio erano i politici. Si, la classe politica italiana è stata accusata per decenni di essersi spartita il potere nella Rai. Difficile negare questo abuso, che con il trascorrere degli anni ha contribuito a mettere in ginocchio l’azienda pubblica e le ha fatto perdere competitività sul mercato dell’informazione nazionale. Una tesi, quella di condurre la politica fuori dalla Rai, sostenuta sia da Matteo Renzi che dalle principali forze parlamentari del Paese come il Movimento cinque stelle. Gli stellati, che hanno visto la nascita del loro guru proprio sulle reti di mamma Rai, adesso cambiano registro e non si scagliano soltanto contro i politici nell’azienda di viale Mazzini, ma anche contro i giornalisti. Le accuse dei grillini sono rivolte contro il quotidiano La Repubblica, che nell’ottica del grillismo militante è considerato un giornalismo non in linea con i principi della Casaleggio associati. Del resto Beppe Grillo ha una strana idea di informazione, lontana dai canoni occidentali e la sua rubrica sul blog contro il giornalista di turno sembra tanto una lista di proscrizione.

Fico e l’accusa indiretta a Repubblica – Per questo motivo le parole di Roberto Fico, portavoce M5s e Presidente Commissione di vigilanza Rai, contro la decisione di affidare il talk-show Ballarò alla conduzione di Massimo Giannini, firma di primo piano del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, presentano un doppio fine. Il grillino parla dei costi economici in Rai, ma trascende il suo ruolo e approfitta della carica per mettere in luce le posizioni del M5s nei confronti dell’informazione italiana: “Riguardo alla scelta di Massimo Giannini per la conduzione di Ballarò, c’è un punto su cui non si può non riflettere. La Rai, con questa operazione, ammette implicitamente che tra i suoi 1700 giornalisti assunti non ne esiste uno in grado di condurre la trasmissione. Perché non si è valutato di avviare una procedura di selezione interna? Come è possibile che tra i tanti professionisti presenti in Rai non ci sia nessuno che possa ricoprire tale ruolo? Devo pensare allora che i giornalisti Rai non siano seri, capaci, in gamba?”.

Dichiarazioni ad orologeria – Roberto Fico sostiene della necessità di avviare una spending review costruttiva anche in Rai e considera la decisione di affidare la conduzione a Giannini uno sperpero di denaro pubblico: “Senza considerare che scegliere un professionista interno comporterebbe un grande risparmio per l’azienda. Giannini si avvarrà di altri collaboratori esterni, mentre un giornalista Rai avrebbe magari coinvolto in questa esperienza altri colleghi. Sarebbe stata una bella occasione per dare un segnale di cambiamento forte e per valorizzare le risorse interne. L’ex vicedirettore di Repubblica e il suo staff potrebbero costare alla tv pubblica circa un milione di euro. Optando per una squadra interna, viale Mazzini avrebbe invece fatto un’operazione quasi a costo zero. Un modo di operare incomprensibile”. Ma se viale Mazzini avesse affidato la conduzione al giornalista del Fatto quotidiano Andrea Scanzi, chissà cosa avrebbe detto Roberto Fico?

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