Catricalà e la mancata elezione come giudice costituzionale – La quiete in Forza Italia è durata poco. Quando sembrava che Silvio Berlusconi fosse riuscito a tenere in mano le redini del rinnovato, almeno in parte, partito, ecco che l’ex Presidente del consiglio ha dovuto fare i conti con un’imboscata parlamentare organizzata dai cosiddetti dissidenti, che non hanno visto di buon occhio l’indicazione del partito di votare Antonio Catricalà come giudice costituzionale. Il magistrato vicino a Gianni Letta, dopo la secondo fumata nera, ha deciso di fare un passo indietro per non compromettere la sua credibilità professionale e così Forza Italia dovrà trovare un accordo su un altro nome. Berlusconi, tramite i suoi uomini di fiducia, ha fatto sapere di essere molto infastidito per quello che è successo e ha incaricato Denis Verdini di raggiungere un’intesa nel fine settimana. La vicenda della mancata elezione dei giudici della Consulta è soltanto un pretesto in Forza Italia, in grado di mostrare le profonde lacerazioni ben nascoste nelle ultime settimane.

Dal cielo azzurro a nuove tempeste – Il cielo azzurro che capeggiava sui manifesti storici del partito di centrodestra è un lontano ricordo. Ormai il tempo è troppo variabile e spesso e volentieri le nubi caratterizzano il clima forzista. Le recenti critiche di Raffaele Fitto sulle primarie e sull’opposizione al governo Renzi, del resto, avevano fatto presagire una nuova tempesta in Forza Italia. L’ex Presidente della regione Puglia, proprio nelle ultime ore, è tornato alla carica e l’ha fatto contro le nuove leve volute da Berlusconi per rifondare Forza Italia. In particolar modo Fitto ha criticato la senatrice Rossi e il suo modo di agire all’interno del partito: “Lascia allibiti il fatto che il presidente Berlusconi possa consentire alla senatrice Rossi di distribuire, controllare, rilasciare o ritirare patenti sulla legittimità dello stare nel partito, e sulla correttezza o meno delle opinioni e delle tesi politiche altrui”. Parole forti nei confronti di Mariarosaria Rossi, tesoriere unico di Forza Italia, che in questi giorni ha lanciato un aut aut contro i colleghi di partito che non versano la quota per ripianare le dissestate casse del partito.

La “zarina” Rossi e l’ipotesi di un nuovo esodo verso il Ncd – Il problema, però, non è soltanto economico. Quella che è stata soprannominata la “zarina” avrebbe un peso politico non indifferente e condizionerebbe Berlusconi sulla linea politica. Il potere della Rossi in Forza Italia è in ascesa e la vecchia guardia, rappresentata dal giovane Fitto, è preoccupata: “Ritengo che né la senatrice Rossi né altri, in un movimento liberale, possano anche solo lasciar intendere nulla di simile. Così come ritengo che né la senatrice Rossi né altri abbiano titoli o legittimazione tecnico-giuridica e statutaria nonché  politica per ipotizzare cose di questo genere”. Per il politico pugliese si è lontani da metodi liberali e democratici e lancia una sorta di avvertimento, che potrebbe riaprire l’esodo verso il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano: “Credo che sia sempre più forte il disagio di tanti colleghi parlamentari, di amministratori, iscritti e militanti, per un metodo che addolora e lascia perplessi”.

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