Le richieste del Sap e il pensiero di Renzi – Il Sindacato autonomo di polizia continua nella sua battaglia per riformare il comparto di sicurezza nazionale. La frase del Ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, di bloccare gli stipendi dei dipendenti pubblici anche per il 2015 ha rilanciato l’idea del gruppo sindacale più importante nelle forze di sicurezza italiane. L’obiettivo è ridisegnare l’organizzazione delle forze dell’ordine, renderle più efficiente e funzionali, diminuire alcuni corpi e ridurre i costi e gli apparati burocratici che li caratterizzano. In effetti sarebbe un’operazione di spending review importante e in questo periodo potrebbe tornare utile una ridefinizione dei corpi della polizia. Una linea di pensiero che non si discosta molto da quello che ha sempre detto Matteo Renzi, il quale già dai tempi delle primarie aveva sostenuto la tesi di rendere l’apparato statale meno ingombrante e più funzionale per il cittadino. La proposta del Sap, a quanto pare, va in questa direzione. Eppure il Presidente del consiglio, ancora, non ha fatto nulla di concreto.

Coelho, il coraggio e la riforma della sicurezza – Il Sap, che da settimane è impegnato nella campagna in giro per l’Italia “Piazza Permanente”, per cercare di sensibilizzare la cittadinanza sul tema della sicurezza, ha scritto una lettera aperta al premier. Citando lo scrittore brasiliano Paulo Coelho, il quale afferma “che le decisioni debbono essere prese con coraggio, distacco e talvolta con una certa dose di follia”, il sindacato autonomo sostiene: “Ebbene, lei che ancora gode di un ampio consenso nel Paese e che soprattutto ha contribuito a svecchiare la nostra classe politica,adesso ha davvero l’occasione straordinaria per fare quello che nessun Governo della storia della Repubblica è riuscito a realizzare. Una riforma della sicurezza seria, forte, importante che riduca almeno in parte le Forze di Polizia, valorizzando le professionalità e i Corpi esistenti, che diminuisca costosi apparati e elimini potenti burocrazie, che liberi energie e risorse necessarie per i nostri conti pubblici, da spendere per migliorare strutture e mezzi utilizzati ogni giorno dalle donne e dagli uomini in divisa, da spendere per dare un po’ di ristoro alle retribuzioni di chi è Servitore dello Stato e che troppo spesso viene trattato da servo”.

L’alchimista Renzi e la sfiducia del Sap verso Alfano – La segreteria generale del Sap, inoltre, ricorda come “magistrati e parlamentari, per citare due categorie a caso, hanno scatti automatici e aumenti ope legis, immuni da qualsiasi tetto stipendiale o blocco contrattuale. Caro Renzi, lei queste cose sicuramente le sa e se non le conosce faccia una bella reprimenda ai suoi collaboratori e a chi avrebbe avuto il dovere di tenerla informata, a partire dai ministri Alfano e Pinotti che rappresentano, oggi, una delle maggiori cause di scontento e indignazione per i circa 500.000 operatori in armi del Paese, civili o militari che siano”. Per il Sap è Renzi e non Alfano il punto di riferimento, la speranza per risolvere la questione sicurezza: “L’Italia non può permettersi una mobilitazione senza precedenti dei comparti sicurezza, soccorso pubblico e difesa. Eppure la strada sembra proprio questa, anche se prendiamo positivamente atto della sua volontà di incontrarci. Soltanto lei può sbrogliare la matassa. Parlare, ancora una volta, col titolare del Viminale per noi del Sap è inutile. Non ci interessa dialogare con chi non ha potere e forza politica di agire”. A questo punto, per scongiurare uno sciopero, la fiducia del sindacato è riposta nell’alchimista Renzi, che dovrà riuscire a trovare la ricetta per cambiare verso al reparto della sicurezza italiana.

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