Renzi pensa a una figura di un certo peso politico – “Bisogna che da Roma si ascoltino le opinioni del partito in Emilia Romagna e si decida. Bisogna decidere insieme, Bologna e Roma”. Sono queste le parole dell’ex segretario democratico, Pierluigi Bersani, che ha voluto dire la sua sulla questione emiliana e su cosa fare dopo l’indagine della Procura anche su Stefano Bonaccini, il quale al momento non sembra intenzionato a fare passi indietro. Il membro della segreteria di via del Nazareno vorrebbe un’azione rapida della magistratura, in modo da poter dimostrare la sua estraneità ai fatti e correre per la conquista di viale Aldo Moro, però l’impressione è che Matteo Renzi stia pensando a una soluzione alternativa. La vicenda delle primarie democratiche in Emilia Romagna sta procurando diversi problemi al Pd e così, per uscire dall’impasse, il Presidente del consiglio potrebbe spiazzare tutti con un nome nuovo. Una figura di un certo peso politico in grado di attirare l’attenzione dell’elettorato e unire il partito.

Tutti i nomi del premier. Da Delrio a Reggi – I nomi che circolano in queste ore sono quelli di Graziano Delrio, Dario Franceschini e Giuliano Poletti. Per quanto riguarda il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, però, l’impressione è che sia destinato, nei prossimi mesi, a compiti istituzionali di altro peso. Possibile, invece, l’ipotesi Franceschini. L’attuale Ministro dei beni culturali non disdegnerebbe una candidatura per diventare Presidente della regione Emilia Romagna, mentre il Ministro del lavoro, Giuliano Poletti, è impegnato nel far approvare entro la fine dell’anno il Jobs act. Una riforma a cui Matteo Renzi tiene molto ed è difficile che il premier sostituisca in corsa il suo Ministro in un momento così delicato. Al di là di questi nomi il segretario democratico potrebbe pensare di chiedere a Virginio Merola, attuale sindaco di Bologna, di scendere in campo. Oppure ci sarebbe l’opzione Roberto Reggi. Il renziano, ex sindaco di Piacenza e in questo momento sottosegretario di Stato del ministero dell’istruzione, potrebbe rappresentare una valida alternativa per cercare di sciogliere il nodo emiliano.

Bersani, Balzani e l’invito all’unità – In uno scenario del genere, dove si attende la decisione del segretario nazionale, avanza con insistenza anche il nome di Roberto Balzani. L’ex primo cittadino di Forlì è il nome su cui si erano spesi, sin dal primo momento, sia Bersani che Cuperlo. L’indagine e il passo indietro di Richetti hanno riportato la sua candidatura in primo piano. E’ proprio Bersani a credere molto in una sua nomina e non a caso, sull’ipotesi di Renzi di costituire una rinnovata segreteria democratica unitaria, l’ex segretario ha detto: “Non si parli di gestione unitaria se non c’è prima una discussione su cosa è il partito in questo momento. Una gestione unitaria si può cominciare solo se c’è una riflessione comune sul tema partito, cioè su come si organizza nel momento in cui è al governo”. Bersani si riferisce alla gestione territoriale del partito emiliano e secondo lui non avrebbe senso una segreteria unitaria, se non si dovesse decidere insieme cosa fare in vista delle primarie democratiche in Emilia Romagna.

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