Un antipasto in vista della riforma – La priorità assoluta del governo di Matteo Renzi sta diventando la scuola. Dopo gli annunci delle ultime settimane su una riforma del sistema scolastico e la difficoltà di trovare coperture finanziarie per avviare le assunzioni promesse dal Presidente del consiglio, ecco che il Cdm ha dato il via libera alla richiesta del Ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, di assumere a tempo indeterminato oltre 30 mila persone. Per la precisione 15.439 unità verranno indirizzate nel comparto docente ed educativo, 4.599 unità nel personale ausiliario, tecnico e amministrativo, 13.342 unità nel personale docente da destinare al sostegno di alunni con disabilità e 620 dirigenti scolastici. Si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno per il sistema educativo italiano, che sta riaprendo i battenti in questi giorni con mancanza di personale soprattutto tra presidi e docenti di sostegno. La rapida scelta dell’esecutivo di larghe intese è dovuta alla necessità di rispondere a una simile mancanza e così questa mossa è considerata una sorta di antipasto in vista della riforma annunciata dal premier.

Una decisione che ha spiazzato i sindacati – L’assunzione di docenti e personale Ata ha spiazzato i sindacati, che erano pronti, in vista dell’autunno, a organizzare manifestazioni per il comparto scolastico. E’ chiaro che il governo non ha spento l’incendio della protesta, considerando la manifestazione davanti a Montecitorio degli insegnanti precari, però è una decisione che va nella giusta direzione. Sarebbe inutile negarlo. Il Partito democratico ha espresso compiacimento per la norma sulla scuola e tramite la senatrice Francesca Puglisi, capogruppo Pd VII Commissione Senato e membro Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, ha mostrato il proprio apprezzamento per le assunzioni: “Come promesso, il Governo Renzi procede spedito verso la stabilizzazione degli insegnanti di sostegno e una scuola a zero precarietà per assicurare la continuità didattica necessaria ad innalzare la qualità. E’ positiva anche l’assunzione massiccia di dirigenti scolastici per assicurare una guida stabile delle autonomie scolastiche”.

Nuove generazioni per una nuova scuola? – Se la questione delle assunzioni non è l’unico problema della scuola italiana, bisogna ammettere che non può essere tralasciato. L’idea del governo è quella, nel giro di un quinquennio, di realizzare un corposo cambio generazionale. Solo così, secondo Palazzo Chigi e il Miur, si potranno affrontare anche gli altri temi scolastici. La scuola del nuovo millennio parte dalle assunzioni, ma punta ad altro. Non a caso, come detto in questi giorni dal Ministro Giannini, per tagliare i ponti con il passato si vorrebbe rivoluzionare il sistema delle supplenze con l’azzeramento delle graduatorie ad esaurimento dei precari storici, attraverso l’introduzione degli organici funzionali di rete. Si tratta di un organico aggiuntivo che dovrebbe garantire stabilità e maggiore autonomia alle scuole. Ridisegnando in questo modo il panorama scolastico, l’esecutivo rischia di tagliare fuori diverse ragazze e ragazzi che si sono appena laureati o sono rimasti impigliati nelle paludi del Tfa. Ma per aggirare una simile fanghiglia, il governo pensa a un nuovo concorso per 40 mila abilitati che entreranno tra il 2016 e il 2019 per sostituire gli insegnanti che nello stesso periodo andranno in pensione.

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