Il fenomeno degli “scappini” – Il nuovo motto di molti italiani in cerca di lavoro o di un’alternativa di vita è “scappiamo in Austria”. E’ questo lo slogan del portale dei nostri connazionali che si trasferiscono a Vienna e nelle altre città austriache. Il fenomeno è in rapida crescita. A causa della disoccupazione dilagante in Italia, che sembra non arrestarsi, e di un sistema politico bloccato e ingombrante, diverse cittadine e cittadini del bel Paese hanno fatto i bagagli e hanno deciso di iniziare una nuova avventura. Non è qualcosa di facile, soprattutto per chi non ha dimestichezza con le lingue straniere, e quindi il portale scappiamo.net diventa una piazza virtuale in cui questi “scappini”, provenienti da diverse parti della nazione, si scambiano informazioni utili per muoversi con maggiore facilità all’interno di un ambiente nuovo. Scappiamo.net è anche l’opportunità per gli italiani austriaci di mostrare il loro amore per la nuova terra in cui vivono. Senza dimenticare le origini, raccontano ai lettori le prime esperienze lavorative e a quanto pare non è poi così difficile avviare un’attività in Austria.

Una burocrazia semplice – Se in Italia l’ostacolo principale per aprirsi un piccolo negozio è la burocrazia e l’eccessiva pressione fiscale, nel Paese d’oltralpe non ci sono questi problemi. Per avviare un’attività di ristorazione sono sufficienti due documenti (il certificato penale e la certificazione dell’attività che si possedeva in Italia) e per concludere le pratiche si può andare alla Camera di commercio. Concluso il rapido passaggio burocratico si può inaugurare senza troppi problemi la nuova attività e avere la copertura sanitaria per la propria famiglia se si è sposati, oppure si può usufruire dello stesso vantaggio come single o semplice convivente. La distanza con l’Italia è abissale e così gli imprenditori italiani in Austria sono in aumento. Nel 2013 le aziende nostrane sono cresciute del 59% nella nazione dell’Unione europea e questo trend è confermato anche nel 2014. Il Made in Italy si radica nel tessuto austriaco e non si tratta soltanto dei soliti noti come Armani, Geox, Barilla, Illy e Generali. Parecchi sono i piccoli imprenditori e commercianti che hanno deciso di voltare pagina.

Uno Stato efficiente e un sistema fiscale meno invasivo – Un’esperienza in grado di sintetizzare la necessità di molte persone di abbandonare l’Italia, è quella di Stefania. Sul portale scappiamo.net questa donna racconta il perché ha scelto l’Austria. Proveniente, insieme alla sua famiglia, da Forlì ha deciso di trasferirsi in territorio austriaco per avviare un’attività gastronomica. Qualche anno fa lavorava con il suo compagno nel settore dei salotti, ma sono stati costretti ad abbandonarlo a causa della competizione spietata dei cinesi. Poi è arrivata la crisi economica e dopo un anno di disoccupazione e centinaia di curriculum inviati, senza mai ricevere risposta, Stefania e la sua famiglia si sono spostati in Austria per la bassa disoccupazione e la qualità della vita. In effetti gli inoccupati, rispetto al resto d’Europa, sono pochi. Poi c’è da considerare il sistema fiscale e come ha detto Stefania “le tasse in Austria, per un’attività, dipendono dai fatturati, sotto gli 11 mila euro non si pagano tasse, dopodiché si va dal 22% al 43% a seconda dei ricavi, però qui l’iva viene restituita subito dopo gli acquisti fatti, basta farne richiesta tramite il commercialista di fiducia”. E’ questa, oltre a uno Stato efficiente, la vera attrattiva per gli italiani che in diversi casi esportano le particolarità gastronomiche delle loro regioni di provenienza e riescono ad avere un buon successo.

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