Eduardo De Filippo fece la sua ultima apparizione pubblica, al Teatro Antico di Taormina il 15 settembre 1984 lasciandoci il suo testamento artistico e spirituale, dichiarando: “Questo Teatro diventerà il trono dell’arte”. A distanza di trent’anni dalla sua scomparsa all’archivio storico di Taormina – lunedì 15 e martedì 16 settembre – si terrà il quarto atto de I Giorni e le Notti: L’Arte di Eduardo, un progetto d’incontri, visioni, studi, ricerche e approfondimenti – a cura di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti, primo vero omaggio organico dalla sua morte.

L’appuntamento di Taormina, a cura di Dario Tomasello dell’Università di Messina, è dedicato ai linguaggi e alle scritture che attraversano e incrociano l’universo eduardiano. Il progetto I Giorni e le Notti: L’Arte di Eduardo si dipana nel corso del 2014 (da febbraio a ottobre) seguendo più tappe, sedi e programmi secondo una sinergia programmatica e innovativa, che inizia il suo cammino dall’Università della Calabria (Dipartimento Studi Umanistici, CAMS, Centro Arti Musica e Spettacolo) in co-organizzazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia/Cineteca Nazionale, con il patrocinio della Fondazione Eduardo De Filippo e la collaborazione della Ripley’s Film. Nel trentennale della scomparsa di Eduardo De Filippo (24 maggio 1900 – 31 ottobre 1984) è importante rileggere e ripercorrere la sua arte, come una costellazione d’immagine e di pensiero attraverso una ricognizione e una restituzione di ciò che rivive nella memoria visuale ripercorrendo e ripensando così il suo contributo artistico e culturale nell’orizzonte della modernità europea.

Nello specifico a Taormina le due giornate di studio dedicate al grande artista napoletano sono organizzate in collaborazione con Taormina Arte per non dimenticare, per non permettere di cancellare una storia lunga trent’anni . Tema di studio e dibattito della due giorni “Eduardo, i linguaggi, le scritture” una panoramica che mette a confronto Eduardo con la tradizione articolata, nel tempo lungo della sua vita, all’insegna di una pluralità d’interessi e di controversi punti d’intersezione. In questo senso qui si esplora la vocazione di Eduardo all’attraversamento di linguaggi e scritture eterogenee (anche nella misura delle diverse traiettorie artistiche: dal teatro al cinema, dalla letteratura alla televisione). Dalla produzione poetica all’amicizia con Totò, dallo scambio con la Morante alla contraddittoria maestria nei confronti di Carmelo Bene sino a un parallelismo con Beckett, solo per fare alcuni esempi.

Un focus specifico, alla presenza di artisti, sarà poi dedicato a Shakespeare. Non solo giacché l’ultimo Eduardo, nella riscrittura de La Tempesta, ha verificato la decisiva opportunità d’incontro con il famoso Bardo, ma poiché questo incontro ha assunto un valore riepilogativo rispetto a un’antica genealogia linguistica e culturale. Quell’antica genealogia teatrale che, nel suo ultimo discorso pubblico il 15 settembre 1984, Eduardo De Filippo ha rievocato, in un teatro antico, proprio a Taormina, riflettendo sul senso della sua vita dedicata totalmente al teatro: “ (…) Fare teatro sul serio significa sacrificare una vita (…) è stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo! Così si fa il Teatro. Così ho fatto…”.

Nel pomeriggio di lunedì 15, alle 18.30, sarà presentato in anteprima il volume “Eduardo e Pirandello, una questione ‘familiare’ nella drammaturgia italiana” di Dario Tomasello (in uscita con Carocci) che lo presenterà con i registi Roberto Andò e Francesco Saponaro, quest’ultimo in rappresentanza anche della Fondazione “De Filippo”.

[hr style=”dashed”]

© Riproduzione Riservata

Commenti