Le persecuzioni e le lancette del tempo – Il cattolicesimo è piombato nell’incubo. Negli ultimi mesi la religione cattolica si è dovuta scontrare con una realtà che aveva pensato di aver lasciato ai libri di storia o ai film. Invece le violenze e le persecuzioni dei fanatici islamisti dell’Isis hanno portato indietro le lancette del tempo. Le minoranze cattoliche dell’Iraq sono costrette a fuggire dai loro territori per non essere uccise con metodi brutali (come la crocifissione) e chi decide di restare è sottoposto a una sorta di pizzo da versare nella casse della ricca organizzazione terroristica. Mentre nel mondo occidentale la religione cattolica sta incontrando difficoltà nel rapportarsi con la popolazione, nella zona mediorientale c’è chi muore per il solo fatto di essere cattolico. E questo sangue che scorre sulla terra orientale, in qualche modo, può rinvigorire la parte occidentale. La rigenera e le fa dimenticare le controversie di una fede che sta pagando a caro prezzo la scelta della secolarizzazione.

La violenza e l’umiliazione nei confronti delle tre suore assassinate – Le persecuzioni dei cristiani, però, non sono dovute soltanto all’estremismo dei seguaci del califfato dell’Isis. Come dimostra l’uccisione delle tre suore a Kamenge, nella zona nord di Bujumbura, in Burundi, i cattolici sono minacciati anche in altre parti del mondo e non è detto che i loro carnefici siano sempre dei fondamentalisti islamici. La morte di Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bernadetta Boggian ha scosso le coscienze dei credenti. Donne assassinate, picchiate e una di loro decapitata. Una violenza che va di pari passo con l’umiliazione. In una delle zone più povere dell’Africa, le tre suore non facevano altro che mettere in pratica l’essenza della loro fede. Aiutavano una popolazione martoriata e divulgavano il pensiero del vangelo. Magari era anche una consolazione per la gente del posto. Ancora non si conoscono le cause dell’assassinio, ma questi gesti ci ricordano che la religione, quella praticata con semplicità e purezza d’animo, riesce a dare fastidio anche nell’età contemporanea.

Il sangue versato che rigenera il cattolicesimo – Il Papa è rimasto colpito da questa vicenda e ha auspicato che “il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli”. Già, il sangue versato. La chiesa cattolica sta provando ad uscire da un periodo tribolato, per usare un eufemismo. Decenni di scandali e di scarso attaccamento ai principi cristiani, da parte dei membri dell’istituzione religiosa, hanno allontanato un gran numero di fedeli. La degenerazione in cui hanno vissuto molti parroci disseminati sul territorio italiano, e non solo, sono una conferma della profonda crisi del cattolicesimo. Non a caso l’elezione di Bergoglio, in un altro contesto storico, non sarebbe mai avvenuta. Invece oggi il pontefice argentino è chiamato a far riscoprire la parte migliore della sua religione e cercare di curare i mali che attanagliano il clero. Impresa difficile, ardua. Però tutti questi morti che il cattolicesimo si è trovato, all’improvviso, a dover contare potrebbero essere uno spartiacque con l’ultimo periodo. La terra si è bagnata di sangue innocente e dunque le piante che germoglieranno potranno mostrare una spiritualità smarrita negli anni. Solo in questo modo il sacrificio delle nuove martiri del cattolicesimo non sarà inutile.

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[Foto: AP/LAPRESSE]

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