Un luogo che affascina la letteratura mondiale – La comunità ebraica di Praga è una delle più antiche e importanti d’Europa. Nel corso dei secoli ha giocato un ruolo di primo piano nel vecchio continente. Oggi, però, la sua autorità è stata ridimensionata. Sia per la barbarie nazista che l’ha falcidiata, sia per la crisi dei valori giudaico-cristiani sul quale si sono rette le nostre società per secoli, gli ebrei della capitale della Repubblica Ceca hanno in parte smarrito la loro essenza, oltre ad essere numericamente inferiori. Questo non ha impedito di perdere quella spiritualità e quel senso della storia che il quartiere ebraico di Praga conserva. In una città tra le più belle d’Europa, il luogo dell’ebraismo locale contribuisce ad arricchire una capitale che sembra uscita da un libro di favole. La visione letteraria sul quartiere ebraico è rinforzata da scrittori come Umberto Eco e Marek Halter che hanno scritto, rispettivamente, “Il cimitero di Praga” e “Il cabalista di Praga”.

Tra sambuchi e silenzio, ecco il vecchio cimitero – Testi in cui emerge il mistero. Una parola legata, per forza di cose, a questo luogo. Soprattutto nell’antico cimitero ebraico si annida un pensiero mistico. Con un po’ di fantasia e amore per la tradizione dei luoghi, si può scorgere negli edifici e nei vari monumenti qualcosa di particolare. Del resto siamo a Praga e non potrebbe essere altrimenti. Pagando 480 corone, che corrispondono a 17.30 euro, il viaggiatore di turno potrebbe accedere in uno dei luoghi più caratteristici dell’Europa. Possedendo un biglietto del genere si può visitare la Sinagoga Maisel, la Sinagoga spagnola, la Sinagoga Pinkas, il vecchio cimitero ebraico, la Sinagoga Klaus, Ceremonial hall e la Sinagoga vecchio-nuova. E’ inutile dire che il luogo più affascinante è il vecchio cimitero ebraico. Le sue lapidi secolari e ammassate tra loro, perché nei secoli era vietato agli ebrei seppellire i propri morti al di fuori di questo cimitero, tra l’erba verde e sambuchi maestosi danno un senso di pace unico al mondo.

Rabbi Loew e il Golem – Si cammina sulla strada della storia. Un luogo di sofferenza e di fantasia, che nel corso dei decenni ha ispirato leggende. Persino la brutalità dei nazisti si è fermata dinanzi a questo luogo. Le lapidi tardogotiche, rinascimentali e barocche portano il visitatore indietro nel tempo. Non è molto grande e in questa parte del quartiere ebraico è come se le lancette si fossero fermate. La luce, a causa dell’ombra creata dagli alberi, fa fatica a entrare e passare vicino la lapide di Rabbi Loew, uno dei principali studiosi del Talmud e della mistica ebraica, è qualcosa che non si dimentica con facilità. Non a caso sempre un gran numero di turisti fa una sosta e posa i tradizionali sassi della cultura ebraica su questa lapide. Passano i secoli e Rabbi Loew rimane un punto di riferimento per l’ebraismo mondiale. Una figura in grado di suscitare interesse, anche per una serie di eventi legati al suo nome. E’ come se le sue riflessioni e i suoi pensieri fossero ancora presenti all’interno del vecchio cimitero. Probabilmente non se ne sono mai andati. Neanche l’ideologia del nazismo ha scheggiato questa sacra lapide e forse il Golem, o almeno il suo spirito, esiste, qua a Praga. Nella città dove ogni favola prende vita.

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