Quanto è lontana la Mesopotamia di Battiato – “Che cosa resterà di me, del transito terrestre? Di tutte le impressioni che ho avuto in questa vita?”. Era questo l’interrogativo esistenziale di Franco Battiato presente in una delle sue più belle canzoni, Mesopotamia. Pensare a quello che lasceremo ai posteri e che fine faranno le nostre idee, i nostri pensieri è una questione in grado di far riflettere, da sempre, l’essere umano. Anche nel mondo contemporaneo questi interrogativi hanno la loro rilevanza, ma non sono più centrali come qualche decennio fa. La liquidità delle società e la crisi economica, che ha influito in maniera radicale in vari settori della quotidianità, pone altre questioni. Domande che subiscono il mutare dei tempi e così le nuove generazioni, per intenderci quelle nate dagli anni ’90 in poi, non si mostrano interessate al futuro. Non guardano al di là dell’orizzonte e la strofa del cantautore siciliano, dal loro punto di vista, non ha alcun senso.

Il tema del presente in “The Big Bang Theory” – E’ una conseguenza naturale dell’epoca in cui ci troviamo. In un contesto dove il singolo tende a sradicarsi dal passato, perché lo ritiene un qualcosa troppo distante dal suo modo di guardare la realtà, e non si interessa al futuro che potrebbe provocargli angosce e tensioni, a causa dell’incertezza che alberga nelle nostre società, ecco che vivere nel presente diventa l’unico motivo essenziale. Una sorta di vivere alla giornata e progettare qualsiasi cosa, anche a breve scadenza, diventa inutile. Un po’ quello che succede nella sitcom americana “The Big Bang Theory”. Nella serie di successo i vari personaggi come Sheldon, Leonard, Penny, Howard, Raj, Bernadette ed Amy si cimentano in affari quotidiani. Con una buona dose di ironia e spensieratezza cercano di risolvere le problematiche giornaliere senza curarsi di quello che succederà l’indomani. Quasi in antitesi all’etica della responsabilità di Hans Jonas, dove il pensiero del futuro è il tema principale, in “The Big Bang Theory” il presente diventa il protagonista da portare sul palcoscenico.

L’errore di rimandare il futuro – Proprio come accade in quasi tutte le serie americane. Ed è grazie a loro che possiamo scorgere le tendenze delle nuove generazioni. La crisi economica, l’utopia di un lavoro stabile in grado di garantire la costruzione di una casa e di una famiglia, problemi come quelli dell’inquinamento o delle tensioni internazionali conducono, a volte senza rendersene conto, la generazione “Big Bang Theory” a concentrarsi sul presente senza interrogarsi troppo su quello che verrà in seguito. La parola responsabilità, direbbe Bauman, si è liquefatta e le nuove leve non l’hanno eliminata dal loro vocabolario. Con semplicità l’hanno confusa insieme alle altre. Il risultato di tutto questo è che le ragazze e i ragazzi della nostra epoca stanno rimandando a qualcun altro le scelte sul loro futuro. Stesso errore, seppur con delle differenze, commesso dai loro predecessori. Che ne sarà della generazione “Big Bang Theory”? La risposta potrebbe non piacere ai diretti interessati.

© Riproduzione Riservata

Commenti