La Nato e le risposte all’Isis e Putin – In uno dei suoi libri di successo, Luis Sepulveda parla di “frontiera scomparsa”. Non è il caso di quella occidentale, ma le mire espansionistiche e violente dell’Isis da una parte e di Vladimir Putin dall’altra rischiano di mettere a dura prova l’esistenza dello storico confine europeo e non solo. Per questo al summit in Galles si è parlato di come ostacolare l’avanzata dei fondamentalisti islamici e porre un freno al progetto euroasiatico dell’ex agente del Kgb. Le misure sono state un tampone e l’impressione è che i Paesi più rappresentativi della Nato si rincontrino a breve, dopo l’evolversi della situazione internazionale. Per quanto riguarda il fronte russo, come ha annunciato il segretario Anders Fogh Rasmussen, la Nato ha concordato un piano di prevenzione e difesa che è stato sbeffeggiato da Mosca, ma in realtà è una risposta al desiderio di Putin di annettersi l’Ucraina. Verrà creata una nuova forza di intervento immediato, che avrà cinque basi-deposito nei Paesi baltici, Polonia e Romania.

Renzi e la ricetta delle sanzioni contro la Russia – Una mossa strategica per cercare di rassicurare tutti quei Paesi (le nazioni baltiche, Lituania, Estonia, Lettonia e Polonia) una volta nel raggio d’azione sovietico e oggi minacciati dall’interventismo del Cremlino. Sulle nuove decisioni della Nato, che guarda con fiducia al suo allargamento verso l’Ucraina e la Georgia, è intervenuto anche Matteo Renzi. Il Presidente del consiglio, sottolineando la presa di posizione di Francia e Germania, ha detto che se Putin non dovesse rispettare il cessate il fuoco deciso nelle ultime ore, andrà incontro a nuove sanzioni e il premier si è detto speranzoso “che Putin abbia il desiderio di porre realmente fine alle polemiche e ai violenti scontri, alle invasioni di sovranità che ci sono state”. Altrimenti l’alternativa sarebbero quelle sanzioni in grado, nel giro di qualche mese, di far precipitare la situazione già critica dell’economia russa. L’Italia, per la prima volta negli ultimi decenni, si è esposta contro la Russia, ovvero un partner economico fondamentale per il bel Paese.

L’Italia nella coalizione anti Isis – Renzi ne è cosciente e pensa, dopo il consiglio del Presidente Obama, di rafforzare gli investimenti nel reparto della difesa. Una decisione che dovrebbe essere ufficializzata insieme agli altri Paesi europei, a condizione, sostiene il segretario democratico, di toglierla “dal Patto di stabilità”. In realtà è più di un’ipotesi quella di rinvigorire i vari reparti della difesa europei. Con la minaccia dell’Isis alle porte e in alcuni casi annidata dentro il vecchio continente, tramite fanatici reclutatori, Barack Obama è riuscito a trovare alcuni importanti alleati per costituire una prima coalizione anti Isis. Tra questi c’è l’Italia. Matteo Renzi, senza troppi giri di parole, ha annunciato che l’Italia non si tirerà indietro e farà parte della forza di intervento. L’obiettivo americano e inglese è distruggere l’Isis, ma i principali alleati europei sono scettici su un intervento via terra al momento non programmato. Sta di fatto che l’Italia, come dimostrato dalle dichiarazioni del Presidente del consiglio, vuole essere in prima fila per difendere la frontiera occidentale ed europea. La brutalità dell’Isis e le furbizie di Putin meritano una risposta. Anche così si rafforza la frontiera occidentale e questa volta l’Italia potrebbe avere un ruolo da protagonista.

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