Quanti di noi, anzi per meglio dire, quante di noi si sono perse nella suggestiva lettura dei romanzi di Emily Brontë e delle sue sorelle, ricchi in dettagli della vita inglese, che hanno movimentato la scena letteraria inglese del romanzo dell’800. Le protagoniste sono le donne, indiscusse nel mettere in discussione i ruoli che le avevano etichettate. La cura del focolare, i figli, la scelta del “buon partito” da sposare. Intelligenze tutte al femminile, che offrono uno spaccato di quella vita e quella società con le sue regole, ma che si interrogano sul cambiamento, sullo stravolgimento delle regole, ponendo a confronto vari tipi femminili e maschili; ovunque il paesaggio, la natura e le atmosfere dell’Inghilterra. Cambiamenti comportamentali in una società che utilizza il rapporto campagna-città; tradizioni e vita tranquilla con innovazione e frenesia cittadina. La campagna con ritmi chiari, immutati e la città in subbuglio, effetto della rivoluzione industriale con le macchine che danno modo di ripensare l’esistere in ogni suo aspetto. Queste donne, crescono, parlano, giudicano e fanno scelte “rivoluzionarie”, in luoghi in cui tutto sembra essere già scritto. Da qui, nasce il successo dei romanzi. Christopher Caudwell ha scritto: “Le sorelle Brontë sono un’espressione caratteristica della cultura borghese, che vede la donna ribellarsi al suo stato di soggezione. A rendere possibile la sua emancipazione è stato il progresso della società borghese, ed esattamente la nascita di un’economia che le ha permesso di liberarsi finalmente dal suo ruolo domestico di disimpegno intellettuale e l’istituzione di un corpo di leggi comprendenti l’esclusione del dominio diretto e la parità di diritti, che le hanno aperto nuovi orizzonti”.

Libertà dal maschilismo patriarcale, emancipazione e consapevolezza del proprio ruolo, questo è il messaggio che resta impresso, leggendo i romanzi delle sorelle Brontë. Una letteratura che già allora ebbe notevole consenso di pubblico e che ancora oggi, esercita tutto il suo fascino, considerate anche le numerose trasposizioni cinematografiche che ne sono state fatte. Una letteratura evocativa che spinge gli appassionati a fare pellegrinaggi in quei luoghi. Lo Yorkshire, la brughiera, sono l’ispirazione e la scena dei romanzi, con il piccolo borgo di Haworth, immerso nelle vastità dell’Inghilterra settentrionale, vicino alle cittadine di Halifax e Bradford. Qui trascorsero l’esistenza, sostenute dalla loro fervida immaginazione, le sorelle Emily, Charlotte e Anne. Circondate da un paesaggio selvaggio e isolate dal resto del mondo ma con il sostegno della lettura e della scrittura; libere di varcare qualsiasi tipo di confine ma trasfondendo nelle loro opere, quelle atmosfere e quei paesaggi. Il paese di Haworth, è una delle mete per i cultori del genere brontiano, quel luogo dove il padre delle ragazze, reverendo, si occupava dei quattro figli da vedovo, e faceva il parroco. La casa che le accolse, a Church Street, è ora un museo con il sostegno e la volontà della Brontë Society. Gli arredi e gli oggetti sono quelli originali per garantire ai visitatori la possibilità di sentirsi vicini alle sorelle, assorbendo gli odori e le emozioni di quel tempo. Della chiesa dove il reverendo Brontë era parroco, non resta che la torre campanaria per ché l’edificio fu interamente ricostruito ed oggi è la chiesa anglicana di St Michael and All Angels’ Church; ma si potrà visitare il suggestivo cimitero, che perfettamente richiama le pagine dei romanzi e la tomba della famiglia Brontë, indicata da un’iscrizione posta all’interno della chiesa. Nei pressi si trova anche la Old School Room, la scuola che il reverendo istituì per impartire l’insegnamento ai poveri del paese e dove fu insegnante anche la figlia Charlotte.

E poi una capatina al The Black Bull, uno storico locale dove l’unico fratello delle tre sorelle, trascorreva le sue serata. Branwell Brontë, è stato un personaggio maschile che ha molto influenzato i soggetti dei romanzi e si narra che Emily, si sia ispirata a lui per tratteggiare Heathcliff. Il giovane, inqueto e turbolento, divenne un alcolista e morì a soli 31 anni, ed in questo pub, ancora oggi è conservata la sedia dove era solito sedersi. Di nuovo però bisogna tornare al paesaggio, a quella brughiera, in cui si mescolano le vicende reali delle sorelle Brontë e quelle immaginarie dei protagonisti dei romanzi, in particolare quelli di Emily Brontë. Charlotte, l’altra sorella, così scriveva in proposito della passione di Emily per quei luoghi: “Mia sorella Emily era innamorata della brughiera; ai suoi occhi negli angoli più cupi della landa sbocciavano i più vividi fiori, la sua mente sapeva trasformare in un Eden la più tetra valletta affossata sul livido fianco di una collina. Nella squallida solitudine trovava le più rare delizie; e certamente, non ultima, anzi, la più amata, la libertà. La libertà era l’aria che Emily respirava”.

Questo paesaggio non coltivato, brullo, pieno di carica emotiva è lo sfondo di romanzi come Jane Eyre e Cime Tempestose. Si è circondati dall’aperta campagna e dopo una camminata nella natura di 7 o 10 chilometri, si potranno visitare le Brontë Waterfall, le cascate, e il Brontë Bridge, alcuni dei luoghi amati dalle sorelle, oppure Penistone Crags, la Grotta delle Fate, di “Cime Tempestose”, così descritta: “Ad attrarre la sua attenzione era in particolare la china scoseca di Penistone Crags, soprattutto quando, con le cime più alte, era illuminata dal sole al tramonto, mentre il resto del paesaggio giaceva nell’ombra. Le spiegai che erano blocchi di nuda pietra, e che il terriccio nelle fenditure non bastava nemmeno a nutrire un alberello striminzito”. Un viaggio indietro nel tempo, un’avventura densa di attese, domande e percezioni nuove, che lasceranno nel visitatore, un senso di appagamento e maggiore intimità, con l’universo delle sorelle Brontë. Un modo originale per catturare istanti di vite trascorse ma che rivivono ad ogni respiro, ad ogni passione, ad ogni pausa nei romanzi, di cui si è scelto per chiudere, un altro passo tratto anche stavolta, forse dal più celebre dei romanzi, Cime Tempestose. “Non si sarebbe neppure accertato che andassero in chiesa la domenica se non fosse stato rimproverato da Joseph e dal curato per la sua noncuranza quando i due non si facevano vedere alle funzioni; si ricordava allora di ordinare che Heathcliff venisse frustato e Catherine saltasse il pranzo o la cena. Ma per quei due uno dei più grandi divertimenti consisteva nell’allontanarsi nella brughiera, al mattino, per trattenersi là tutto il giorno; quanto alle immancabili e successive punizioni, si limitavano a riderne”.

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