La voglia di sognare che si respira in Germania – Potrebbe sembrare un paradosso parlare di Berlino come una città giovane, ma in realtà quando ci si trova nella capitale tedesca si capisce come questo aggettivo sia più che calzante per la metropoli della Germania. È come se il crollo del Muro sia stato uno spartiacque e i berlinesi abbiano iniziato a riprendersi quello che gli era stato tolto dopo anni di dittatura e sofferenze. Dalla periferica Kantstrasse alla centrale Alexanderplatz si respira nell’aria il desiderio di aprirsi al mondo, di conoscere, di condividere. I luoghi comuni sul carattere dei teutonici lasciano il tempo che trovano e sarà sufficiente chiedere informazioni per una fermata della metro o per una semplice indicazione stradale, per rendersi conto dell’ospitalità e della gentilezza degli abitanti di Berlino. La città, ormai da qualche anno, è diventata una calamita per ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo. Qui si respira il futuro e un mestiere all’avanguardia che in un altro Paese sarebbe complicato svolgere, soprattutto a Berlino può diventare realtà. Dimenticate la freddezza con cui vengono etichettati i tedeschi dai soliti luoghi comuni e immergetevi nella fantasia che alberga nella capitale e nella altre città. C’è voglia di sognare, di guardare senza timore l’orizzonte futuro.

La Germania, una meta sempre più affascinante per gli italiani – La Germania che cambia la troverete, in estrema sintesi, nella storica piazza di Alexanderplatz. Non è più quella cantata da Franco Battiato. È una zona colorata, popolata da artisti di strada che nelle sere di estate si esibiscono. Ricca di bancarelle etniche e di zone ristoro in cui è possibile gustare la tipica carne locale e bere almeno mezzo litro di birra autoctona. Al di là delle impressioni che il Paese può dare a un viaggiatore, la locomotiva dell’Europa è davvero diversa rispetto al Novecento. La mutazione è dovuta, anche, ai suoi nuovi cittadini. I dati annuali dell’Ocse sono emblematici: la Germania è diventata il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, in cui convergono immigrati permanenti. E’ stato scalzato il Regno Unito. L’incidenza maggiore è dovuta allo spostamento di cittadini provenienti dall’est Europa e dall’Italia. La crisi economica del 2008 e la difficoltà del nostro Paese nel superarla, infatti, sta costringendo molte ragazze e ragazzi a riscoprire il fenomeno migratorio verso la Germania.

Perché i giovani si trasferiscono nel Paese teutonico? – Una volta erano i nostri nonni ad avventurarsi nella nazione tedesca per cercare fortuna e in seguito, molti di loro, ritornavano al paesello natio per costruirsi una casa. Oggi i corsi e ricorsi storici di vichiana memoria si ripropongono e così qualche conoscente o vostro vicino di casa, nell’ultimo periodo, si sarà recato in Germania per lavorare o studiare. Tra burocrazia e logiche del mercato del lavoro novecentesche, l’Italia ha costretto molti dei suoi talenti ad andare via. La Germania è una meta attraente anche per la radicale riforma del lavoro voluta dall’ex Cancelliere Gerhard Schröder e dall’ex Ministro Peter Hartz. Una flessibilità in grado di aprire le porte delle aziende alle nuove generazioni e inoltre importanti investimenti sulle start up hanno permesso a ragazze e ragazzi fantasiosi di crearsi un nuovo posto di lavoro. Proprio sulle start up, in tempi non sospetti, il governo federale ha introdotto il “contributo per l’innovazione del capitale a rischio” al fine di far investire nelle nuove imprese il maggior numero di soggetti privati. Poi c’è il tema dell’università e dell’importanza rivolta alla cultura. Una volta concluso il percorso accademico i giovani non sono abbandonati a se stessi, ma vengono indirizzati e accolti nel campo occupazionale nell’ottica di uno stretto rapporto tra mondo del lavoro e istruzione. Un sistema quasi perfetto che non può non suscitare l’interesse di chi ha voglia di prendersi il futuro.

© Riproduzione Riservata

Commenti