“Via Hitler”, ma che provocazione è? –  La notizia è una di quelle che va riletta diverse volte per accertarsi della sua veridicità. Purtroppo è tutto reale. Il luogo della vicenda è la città di Latina e per essere precisi nel consiglio comunale della località del Lazio. Mentre in comune si discuteva di intitolare una strada a Giorgio Almirante, il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Coluzzi, ha pensato di aggiungere al nome dell’ex leader del Movimento sociale italiano quello di Adolf Hitler. Si, proprio lui. Uno dei più grandi carnefici della storia, il führer del Terzo reich dovrebbe spiccare tra le vie di Latina. Una strada dovrebbe portare il suo nome e già si può immaginare l’imbarazzo dei cittadini che avranno la sfortuna di risiedere in quel luogo. Proposta alquanto singolare, per usare un eufemismo. Il diretto interessato si è reso conto soltanto in un secondo momento di quello che aveva detto e così ha provato a ridimensionare le sue parole sostenendo che si trattava di una “provocazione”.

Una strana interpretazione della storia – Il forzista, cercando di far rientrare la polemica, ha detto: “Parlavo del dovere della memoria nei confronti di chi ha lasciato una traccia nella storia e non ho nominato solo Hitler ma anche Stalin e Mao Tse-tung, non capisco perché sia stato riportato solo il nome di Hitler”. Queste parole sono riuscite a peggiorare la situazione. Coluzzi mostra una visione della storia particolare. Secondo lui, infatti, bisognerebbe riempire le città di vie dedicate anche ai più grandi assassini, solo per ricordare alle future generazioni cosa hanno fatto. Beh, non so come la prenderebbero in una comunità ebraica se nelle strade in cui vivono venisse creata una via Himmler. Coluzzi già immagina la scena: un padre con figlio si ferma all’angolo e mostra il nome di quella via al suo ragazzo, spiegandogli che hanno intitolato quel corso ad uno dei tristi protagonisti dello sterminio del popolo ebraico nei campi di concentramento, per ricordare ciò che ha fatto.

Solo nei libri di storia si devono ricordare i dittatori – Si fa fatica a comprendere il ragionamento di Coluzzi e con ogni probabilità avrà difficoltà anche qualsiasi bambino. Poi dedicare strade a Stalin e Mao Tse-tung non è il massimo. Altri carnefici della storia. Il primo impegnato tra una purga e l’altra e l’idolo cinese a bruciare milioni di libri e a uccidere dissidenti nel nome del fanatismo della Rivoluzione culturale. Venivano colpiti con crudeltà, come mostra nel suo ultimo scritto “#I libri sono pericolosi. Perciò li bruciano” Pierluigi Battista, gli insegnanti e gli scrittori, i musicisti e soprattutto i violinisti. Vennero distrutti dipinti dell’era Ming e decapitate statue dell’era Tang. A questi due mostri del Novecento Coluzzi, con desiderio di compensazione, vorrebbe dedicare altre vie. In poche parole vorrebbe trasformare la città di Latina nel luogo degli orrori, perché le strade si intitolano a personaggi che hanno lasciato qualcosa di positivo nella società. Per gli assassini e i dittatori, per raccontare quello che hanno fatto, i posti migliori in cui ospitarli sono i libri di storia. Qua verranno ricordati per quello che sono stati, invece in una via con scritto soltanto il loro nome, potrebbero essere presi come esempio da qualche fanatico.

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