L’esperienza unica di essere studenti fuori sede – L’inizio di un nuovo anno accademico è ormai alle porte. Tra test d’ingresso, lezioni ed esami la pausa estiva è soltanto un lontano ricordo. Si ricomincia l’avventura universitaria per centinaia di ragazze e ragazzi e si riprende a dover affrontare sempre gli stessi problemi. Tralasciando le questioni legate allo studio, un aspetto che degenera di anno in anno è quello legato all’esperienza degli studenti fuori sede. E’ vero, durante gli anni universitari è un momento unico. Si ottiene la prima indipendenza, si conoscono nuove persone e si stringono amicizie, in alcuni casi destinate a proseguire per tutta la vita, si matura con maggiore velocità e si sviluppa un senso di responsabilità che all’epoca del liceo era una parola assente nel vocabolario di molti giovani. Certo si vive anche con fastidio all’interno di un ambiente che viene caratterizzato dall’essere il luogo degli esami e delle lezioni. Spesso non si vede l’ora di tornare a casa, magari per il fine settimana, ma quando arriverà la tanto agognata laurea si inizierà a rimpiangere un periodo ricordato con nostalgia.

I prezzi alti di Milano e quelli bassi della Sicilia – L’esperienza di studiare e vivere in un’altra città è qualcosa che ti lascia dentro parecchie emozioni, ma nello stesso tempo ti svuota…il portafoglio. Si, perché soprattutto negli ultimi anni i costi per mantenersi in un luogo lontano da casa sono lievitati. Qualche giorno fa una rilevazione dell’ufficio studi di Immobiliare.it, ha posto in evidenza come la crisi economica non ha ridimensionato i costi per affittare una stanza. Le cifre sono sempre molto alte e in media una stanza singola costa 380 euro al mese, con picchi fino a 480 euro mensili a Milano. Il capoluogo lombardo è la città più cara del Paese, seguita a ruota da Roma, Firenze, Bologna e Torino. Diversa, invece, la situazione nel Mezzogiorno. Si spendono meno euro e in Sicilia, in città come Palermo, Catania e Messina, i prezzi medi per una singola, in molti casi, sono al di sotto dei 200 euro. Nella città dello Stretto, ad esempio, in prossimità del polo universitario dell’Annunziata, è possibile trovare una camera singola con tanto di bagno all’interno e spendere non più di 200 euro.

Il curioso caso di Chieti scalo, la città che cresce grazie agli studenti – Anche in questo l’Italia è divisa in due. C’è una profonda differenza, ma la situazione cambia nei piccoli centri? Si potrebbe pensare che sono più economici, ma in realtà, se ci si reca nella città di Chieti il fenomeno degli affitti agli studenti fuori sede è ben radicato e costoso. Prima che sorgesse il centro universitario Gabriele D’Annunzio, Chieti era una modesta cittadina dell’Abruzzo che si sviluppava intorno al suo centro medievale. Dopo la costruzione degli edifici accademici, invece, la periferia ha subito un cambiamento radicale. Quella chiamata Chieti scalo è diventata zona universitaria. Ogni anno sorgono palazzi nuovi costruiti su misura per gli studenti. Ad investire in questi immobili, in un periodo di profonda crisi per il settore, sono gli stessi abitanti del luogo. Molti teatini vivono con l’affitto che fanno pagare agli studenti (oltre ad aprire negozi come cartolerie, pizzerie e vari locali che sorgono grazie alla presenza degli universitari) e i prezzi non sono contenuti. Per una singola, in media, il costo si aggira sulle 300 euro, bollette e spese condominiali escluse. Cifre proibitive che hanno costretto molti studenti a fare i pendolari, oppure a cercare casa nella vicina e più economica Pescara. In un contesto del genere, sotto tutte queste centinaia di euro, è stato sepolto il diritto allo studio.

© Riproduzione Riservata

Commenti