L’assunzione di 150 mila precari – Il documento che presenta il percorso normativo più efficace per attuare la riforma della scuola in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico 2015/2016, contiene delle sorprese. Come annunciato in questi giorni dal Presidente del consiglio, le linee guida del progetto dell’istruzione italiana includono l’assunzione di centocinquantamila precari per il prossimo anno scolastico. Le altre novità sono riassumibili in undici punti: l’allargamento dell’organico di diritto e la definizione di quello funzionale inteso come una batteria di professori senza cattedra a disposizione di una rete di più scuole vicine sul territorio per coprire posti vacanti, spezzoni e buchi che altrimenti verrebbero assegnati ogni volta a un docente diverso; il superamento delle supplenze brevi; l’ampliamento delle classi di concorso e le regole per la mobilità geografica degli insegnanti; la nuova procedura di abilitazione dei docenti.

Gli undici punti della riforma della scuola – Il ripensamento dello stato giuridico del docente con riferimento a quelli che nel documento vengono definiti come gli scatti di competenza legati alla valutazione e alla valorizzazione delle competenze didattiche dei docenti (lo stipendio verrà conferito non solo in base agli scatti di anzianità, ma anche tenendo in considerazione il merito); le risorse per il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa; il rafforzamento del ruolo dei presidi con maggiore autonomia delle scuole; le nuove competenze dei ragazzi; le regole per l’ingresso dei privati nelle scuole; la semplificazione delle regole per la procedura di alternanza scuola-lavoro e infine la revisione delle procedure amministrative potenziando la digitalizzazione degli uffici e delle segreterie. Per cercare di rendere tutto funzionale entro il prossimo anno scolastico, il governo di larghe intese ridurrà al minimo l’attività parlamentare. Con la scelta di presentare un decreto legge, infatti, si stringeranno i tempi di approvazione e anche il ruolo sindacale verrà circoscritto in quanto non è previsto alcun passaggio per un prossimo contratto di categoria.

Le due tappe della riforma: Legge di stabilità e decreto legge – Poi c’è il capitolo fondi e prima che venga presentato il decreto legge, l’esecutivo inserirà nella Legge di stabilità “l’ammontare delle risorse per la riforma e le relative coperture finanziarie”. Con la Legge di stabilità del 2015 verrà mostrato il finanziamento straordinario di assunzioni a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016 di tutti i precari storici iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e dei vincitori e idonei dell’ultimo concorso bandito nel 2012. Quindi sono due i momenti salienti per la riforma della scuola voluta dal governo Renzi: la Legge di stabilità che mostrerà le coperture finanziarie e il decreto legge che dovrà stringere i tempi parlamentari per far entrare in vigore il testo entro l’inizio dell’anno scolastico 2015/2016. Prima del decreto legge, ha voluto sottolineare l’esecutivo, ci saranno i soliti due mesi di consultazione pubblica in cui verranno coinvolte tutte le forze politiche, sociali, economiche e produttive dell’Italia.

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