Un’agenda virtuale in risposta alle accuse di “annuncite” – E’ iniziato il countdown. Il conto alla rovescia di Matteo Renzi in vista del maggio 2017, la data in cui scadranno i mille giorni e il governo dovrebbe aver realizzato tutte le riforme che ha promesso. La decisione dell’esecutivo, come annunciato ieri, è stata quella di creare una sorta di sito internet parallelo a quello della Presidenza del consiglio, passodopopasso.italia.it, in cui saranno elencati i risultati raggiunti e quelli ancora da realizzare. Una sorta di diario di bordo, di agenda virtuale per rispondere, secondo Matteo Renzi, alle accuse rivoltegli da una parte del ceto politico di “annuncite”. Le opposizioni all’attuale maggioranza, infatti, criticano il segretario del Partito democratico incline, secondo il loro punto di vista, a promesse astratte. La scuola sarebbe un esempio, anche se è attesa per domani la conferenza stampa che dovrebbe mostrare la tanto attesa riforma della scuola rimandata nell’ultimo Consiglio dei ministri.

“Entro mille giorni saremo un Paese civile” – Matteo Renzi si è dato una scadenza ben precisa ed è determinato nel portare a compimento tutte le riforme di cui il Paese ha bisogno: “Mille giorni sono il tempo che ci diamo per rendere l’Italia più semplice, più coraggiosa, più competitiva. Dunque, più bella. Rendere l’Italia più bella? Impossibile, si potrebbe pensare. È già il Paese più bello del mondo. Vero. Ma noi pensiamo che in questi anni l’Italia abbia spesso vissuto di rendita. Non è stata solo colpa della politica, ma della classe dirigente intesa in senso ampio. Tuttavia, il tempo della rendita è finito. Chi si illude di poter continuare a ignorare questo elemento condanna il Paese all’irrilevanza. Ecco perché quelle che vengono chiamate riforme strutturali devono essere fatte. Non perché ce lo chiede l’Europa. Ma perché sono l’unica possibilità per l’Italia.Entro mille giorni saremo un Paese civile se non avremo arretrati sui dl attuativi e se i denari non saranno realmente dispersi come talvolta abbiamo suoi fondi europei”.

Portare a compimento le riforme per rilanciare l’Italia – I temi centrali durante questa nuova scadenza sono sempre gli stessi: riforma della giustizia, pubblica amministrazione, lavoro, scuola, semplificazione fiscale, riforme istituzionali. E’ su questo, come ribadito anche dal Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che si giocherà il futuro dell’Italia. Più riforme verranno realizzate e maggiore dovrebbe essere la crescita del Paese. Questo è il ragionamento del governo Renzi, il quale ha ribadito di non voler tornare indietro sulle 80 euro e si è soffermato anche sul tema dell’articolo 18. Fino a questo momento il premier non era intervenuto nella vicenda. Sulla questione si erano soffermati Angelino Alfano e Sergio Chiamparino e in realtà le parole del Presidente del consiglio non si discostano da quelle del suo amico e attuale Presidente della regione Piemonte: “E’ un tema che riguarda 3000 persone l’anno in un Paese che ha 60 milioni di abitanti. Il problema quindi non è l’art. 18, non lo è per me e non lo sarà”. Semmai Renzi è convinto della necessità di modificare lo Statuto dei lavoratori, troppo vecchio per il mondo contemporaneo.

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