La gaffe dei nipotini di Fini – Dopo l’infelice uscita di Giorgia Meloni che nei giorni scorsi aveva chiesto ad Alessandro Del Piero di non accettare la proposta contrattuale dall’India, seguita da un’immediata risposta dell’ex calciatore della Juventus, Fratelli d’Italia alias Alleanza Nazionale è tornata sotto i riflettori a causa di un manifesto fatto circolare in rete nelle ultime ore. Per supportare la campagna a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulle adozioni soltanto per le coppie di sesso diverso, il piccolo partito della destra italiana ha utilizzato uno scatto del famoso fotografo Oliviero Toscani. Con il motto “un bambino non è un capriccio”, i nipotini di Gianfranco Fini hanno espresso il loro “no alle adozioni gay” e tra l’altro hanno male interpretato la foto dell’autore. La replica del diretto interessato non si è fatta attendere e Toscani su twitter ha scritto: “Ma cosa salta in testa a @FratellidItaIia di usare una mia fotografia per una cosa del genere? Verranno denunciati”.

“Hanno usato quella foto nel modo opposto per cui era stata fatta” – L’ex assessore del sindaco Vittorio Sgarbi ha ricordato come Fratelli d’Italia “ha usato quella foto nel modo opposto per cui era stata fatta”. Toscani si è detto infastidito dal punto di vista “morale” e ha detto che querelerà il movimento della Meloni e di La Russa. Non sono servite a nulla le scuse di FI-An espresse tramite la voce di Federico Mollicone, responsabile comunicazione del partito: “La foto in questione è stata presa dal web da una nostra realtà locale ma non è un’iniziativa ufficiale.
I ragazzi l’hanno usata perché non aveva il copyright indicato e pertanto considerata di pubblico dominio. Abbiamo dato indicazione di sostituirla. Nel merito, ci scusiamo per l’accaduto perché rispettiamo il diritto d’autore”. Nella questione si è inserito anche il Partito democratico, che con Francesco Nicodemo ha etichettato il manifesto come “omofobo” e rivolgendosi alla Meloni su twitter ha detto: “A vedere l’orribile manifesto di Fratelli d’Italia mi viene voglia di cantare mio fratello è figlio unico”.

Il caso De Gregori e il vizietto della destra radicale – Sta di fatto che la destra italiana non è la prima volta che utilizza materiale culturale senza consultare l’autore. Oliviero Toscani non è di certo il primo. In passato venne coinvolto, a sua insaputa, il cantautore Francesco De Gregori che dovette minacciare querele agli eredi del Msi per aver utilizzato la canzone “Viva l’Italia”. Anche in quel caso il testo di una delle più belle opere di De Gregori aveva un significato opposto a quello compreso e strumentalizzato dalla destra nazionale. Del resto bastava leggere alcune strofe per rendersi conto della distanza abissale del pensiero del cantautore romano con il pensiero di destra: “Viva l’Italia, l’Italia dei 12 dicembre, l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre, l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste”. Forse la destra radicale, per evitare altre figuracce, potrebbe limitarsi a far riferimento a personaggi culturali che hanno mostrato simpatie per le loro idee. Così, giusto per non inciampare in altre querele.

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