Silvio Berlusconi con la figlia Barbara
Silvio Berlusconi con la figlia Barbara

Berlusconi e quegli occhiali – “A volte bastano già occhiali più forti per guarire gli innamorati”. Questa frase, frutto della speculazione filosofica di Friedrich Nietzsche, potrebbe essere la sintesi del ritorno allo stadio di Silvio Berlusconi per vedere il suo Milan. Era da tempo che l’ex Presidente del consiglio non si recava in tribuna per assistere a un match dei suoi ragazzi e considerando l’esito della partita e l’avversario che i rossoneri si sono trovati di fronte, la rinnovata e competitiva Lazio di Pioli, Berlusconi non può che essere soddisfatto. E’ la prima volta, se la memoria non inganna, che il patron del Milan vede la squadra con occhiali da vista e l’esito è stato positivo. Un po’ per il suo mantenersi sempre giovanile e un po’ per l’attenzione verso dettagli estetici, il fondatore di Forza Italia non si era mai recato allo stadio con lenti da vista. Gli anni passano, anche per Berlusconi. Non tutto il male viene per nuocere, a patto che indossare degli occhiali sia qualcosa di negativo, perché tramite i vetri oculistici il Presidente ha rivisto un Milan diverso da quello delle ultime stagioni.

Un Milan pragmatico è il contrario del suo Presidente – In realtà è cambiato anche rispetto alla personalità del suo mentore. I rossoneri, da vent’anni a questa parte, hanno incarnato l’essenza di Berlusconi sia nel modo di giocare che in quello di parlare o agire durante la settimana. La squadra di Filippo Inzaghi, invece, è parsa meno istrionica. Non incline al divertimento fine a se stesso, bensì al risultato. Il Milan è diventato pragmatico. Già, una parola che non appartiene al vocabolario di Silvio Berlusconi. L’ex premier, sia nella sua carriera politica che in quella sportiva e imprenditoriale, è stato tutto tranne che pragmatico. Istintivo, egocentrico, appassionato, coinvolgente. Invece il Milan che ha sfidato la Lazio è stato paziente, ha saputo aspettare e con tre tiri in porta è riuscito a mettere a segno altrettante reti. La formazione di Claudio Lotito ha creato molto e ha sprecato. Forse ha pagato le eccessive novità, le quali devono essere ancora metabolizzate dal gruppo.

Quel punto in comune tra Berlusconi e Inzaghi – Sta di fatto che gli occhiali di Berlusconi hanno mostrato un altro Milan. Forse non è quello che il Presidente sperava, ma almeno è tornato a vincere e considerando il disastro della passata stagione, è già un grande passo in avanti. In realtà qualcosa che ha colpito Berlusconi c’è. Il cavaliere l’aveva intuito anche senza occhiali, ma con le lenti ne ha avuto la conferma. Si tratta di Filippo Inzaghi. Sotto alcuni punti di vista l’ex attaccante somiglia al suo Presidente. Sempre giovane, vorrebbe ancora essere in campo e per un attimo ieri si era dimenticato di fare l’allenatore quando è entrato sul terreno di gioco e ha abbracciato i suoi ragazzi. Quasi una sindrome da Peter Pan. Proprio come Silvio Berlusconi, che per tornare indietro nel tempo ed essere più giovane farebbe qualsiasi cosa. Almeno in questo Inzaghi è il tecnico giusto per il Milan di Berlusconi, che, forse, a differenza degli ultimi anni, rinuncerà a dare consigli sulla formazione al suo allenatore, il quale, in fondo gli somiglia molto.

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