L’uomo si è sempre posto domande sulla propria provenienza, sulle origini del cosmo. Sin dalle antiche civiltà, ci si è rapportati alla vita terrestre con un occhio al cielo. Gli antichi sapienti babilonesi, quelli egizi ed i greci non trascuravano le cose terrestri ma non dimenticavano d’indagare gli astri e l’ignoto. Certi della stretta connessione tra le cose del cielo e quelle della terra, che poi applicavano per regolare l’agricoltura, per comprendere i flussi delle stagioni e per verificare persino i moti dei fluidi corporei e dell’animo umano.

La scienza moderna, già nel 1600, faceva passi da gigante nella creazione di strumentazioni che potessero consentire di analizzare le stelle ma le domande importanti, erano lì in agguato, anche oggi che viviamo in società ipertecnologiche, e già con un piede nel futuro. Tra le domande, quella sulla nostra creazione, per alcuni legata a logiche divine, per altri frutto del caos naturale; per altri ancora, legate al contatto con altri mondi. Ma siamo davvero soli, ci sono altri simili a noi nell’universo, oppure tanto diversi che ancora tentano di raggiungerci?

Comunemente vengono definiti Extra Terrestri, hanno dato vita a copiosa letteratura, cinematografia, saggistica specializzata. Orde di appassionati e studiosi invadono il globo, a caccia di esseri provenienti da altri mondi, sempre vigili nell’avvistamento di “Oggetti Non Identificati”, gli Ufo.

In Italia, esiste un centro che fa questo, l’Osservatorio “Foam 13” di Tradate, in provincia di Varese che ha adottato un sistema definito “rivoluzionario” per captare i messaggi provenienti da civiltà extraterrestri. Il cielo viene scandagliato alla ricerca dei raggi laser lanciati dagli alieni. Non è insolito dato che gli scienziati cercano segnali “tra le radiazioni che arrivano dall’universo”. Il Seti, Search for Extraterrestrial Intelligence, della Nasa (in foto), segue questi progetti da più di 50 anni. Sono stati impiegati enormi radiotelescopi ma sin’ora l’unico evento verificato, è quello del 1977, chiamato segnale “WOW”, che tuttavia non è stato da tutti condiviso. Il responsabile del progetto Seti-Italia, Claudio Maccone, non ha dubbi ed afferma: “è certo che esistono altre civiltà nell’universo ed è molto probabile che abbiano inviato messaggi, è necessario avvalersi di tutte le tecnologie esistenti per riceverli. Fino a oggi non abbiamo pensato al laser perché non avevamo la tecnologia adatta per ricevere gli impulsi”. La raccolta degli impulsi laser, viene dagli Stati Uniti, fatta dalle università americane in via sperimentale, ed ora applicata in Italia, nell’Osservatorio di Tradate.

Il sistema italiano però è “più semplice di quello americano” e con costi ridottissimi. Per eliminare i dubbi e capire se l’impulso è alieno, Maccone spiega che esistono “stelle fisse che lanciano impulsi luminosi molto intensi: sono le pulsar”. Il segnale proveniente da un pianeta abitato, però sarebbe in movimento per via della rotazione del pianeta attorno alla sua stella, quindi “avrebbe frequenze leggermente diverse in momenti differenti”, in una sorta di avvicinamento ed allontanamento dell’intensità dell’impulso luminoso.

La ricerca dei segnali partirà dalle stelle dove ci sono dei pianeti; ed esistono circa 1.800 pianeti extrasolari che ruotano attorno a stelle vicine a noi. Una decina di questi, hanno caratteristiche simili a quelle terrestri per cui, non si può escludere che su essi vi siano “forme di vita intelligenti”.

A maggio, Dan Werthimer, il Direttore del Centro Seti della University of California, Berkley, aveva chiaramente detto, al Congresso degli Stati Uniti, che “la possibilità extraterrestre allo stato microbico è certa quasi al cento per cento e che questo evento può essere ubiquo nell’universo”. E dunque, si può anche ammettere la presenza di forme di vita che hanno avuto “un’evoluzione intelligente”. Ed un suo collega, Seth Shostak ha affermato che una risposta a questa domanda, potrebbe arrivare nell’arco dei prossimi venti anni.

A noi “comuni mortali” nell’attesa di “un contatto”, non resta altro da fare, che limitarci ad osservare le stelle e sognare ad occhi aperti. La scienza, farà il resto.

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