Renzi, Mogherini e la meritocrazia – Adesso è ufficiale. Federica Mogherini è stata nominata Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea. Uno dei ruoli più rilevanti nella Commissione di Bruxelles. C’è da essere soddisfatti in Italia, perché dopo decenni in cui eravamo stati relegati nell’angolo dell’indifferenza, la centralità recuperata con il governo Renzi è qualcosa che fa bene al Paese. Scegliere la Mogherini come lady Pesc sembrava fosse un azzardo del Presidente del consiglio. Già quando la indicò come nuovo Ministro degli Esteri, in sostituzione dell’esperta e stimata Emma Bonino, ci fu qualche malumore. Però il premier ha dimostrato di credere nella competenza della collega di partito, anche se in un non troppo lontano passato l’esponente di AreaDem non aveva descritto con stima, per usare un eufemismo, l’ex sindaco di Firenze. Poco importa a Renzi. La meritocrazia è un imperativo categorico da quando è segretario del Partito democratico e così, anche se con la Mogherini non c’è poi questa grande amicizia, l’importante è che sia all’altezza del compito assegnatole.

Il risultato dei successi del premier – Dovrà far ricredere tutti coloro che in queste settimane l’hanno etichettata come “inesperta” per le attuali sfide internazionali. L’Europa, dal punto di vista di alcuni politici e grandi quotidiani continentali, aveva bisogno di una figura di maggior peso. Quell’incontro della Mogherini con Vladimir Putin, la stretta di mano e l’invito a partecipare a un vertice economico milanese, ha fatto scatenare la rabbia, in particolar modo, delle nazioni dell’est Europa. “E’ filorussa”, hanno detto i Paesi di quell’area geografica. Una tesi, in realtà, sposata anche in occidente e rimandata al mittente dall’intesa tra Angela Merkel e Matteo Renzi. Si, proprio tra loro due. Se fino a qualche anno fa l’unica intesa tra Germania e Italia poteva essere su una barzelletta di dubbio gusto, oggi il nostro Paese ha riguadagnato un minimo di autorevolezza europea. Il premier è considerato come il nuovo che avanza non solo tra le fila del Partito socialista europeo, di cui è il maggior azionista, ma in generale tra le istituzioni di Bruxelles.

Il compito delicato della Mogherini – La nomina della Mogherini, infatti, è il frutto del suo peso politico. E’ un successo personale per Renzi, che adesso dovrà vincere la battaglia più dura: far allentare la politica del rigore nel vecchio continente e concentrarsi su lavoro e flessibilità. I prossimi mesi, su questi temi, saranno determinanti. Adesso, però, è il momento di riassaporare, per noi italiani, un po’ di prestigio internazionale. Non c’eravamo più abituati. Al di là delle onorificenze Federica Mogherini ha un compito delicato. Pochi vorrebbero essere al suo posto. Dovrà dimostrare che l’Europa ha un peso globale e parla con una sola voce. Dovrà far dimenticare l’astrattezza e l’inconsistenza della Ashton. Occorrerà affrontare di petto la questione dell’Ucraina, perché non si può negare come la Russia, con l’invasione via terra, abbia in effetti dichiarato guerra all’Europa. Bisognerà prendere una decisione, tenendo conto di come le sanzioni economiche contro l’ex impero sovietico si siano mostrate un boomerang per i Paesi promotori.

Il curriculum della Mogherini – Ci sarà da lavorare e a dispetto di quello che hanno scritto diversi commentatori europei, il curriculum della Mogherini non è poi così deludente. Oltre l’attività di Ministro degli Esteri, la quarantunenne è deputata dei democratici dal 2008, si identifica con AreaDem e dopo la vittoria di Matteo Renzi alle primarie dell’8 dicembre 2013 è entrata nella segreteria nazionale del partito con la delega di responsabile Europa e affari internazionali. Prima che nascesse il Pd era iscritta ai Ds, in cui era stata responsabile delle relazioni internazionali e in precedenza aveva ricoperto la carica di vicepresidente dello European Youth e della Ecosy ed è stata responsabile università prima ed esteri dopo della Sinistra giovanile. Nel cursus honorum della Mogherini ciò che è balzato all’attenzione degli analisti e dello stesso Matteo Renzi, è stato il suo ruolo chiave nel far aderire il Pd al Pse. Come si può notare sul suo blog personale, la Mogherini è da sempre attenta ai diritti delle donne. È un tema particolarmente sentito dal nuovo Alto rappresentante, che in questi anni ha mostrato impegno per i diritti del gentil sesso anche oltre Europa, come in Afghanistan.

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