Le 80 euro, un simbolo e non una medicina – Quando il governo di larghe intese ha deciso di mettere nelle tasche degli italiani le famose 80 euro, la maggior parte delle cittadine e dei cittadini ha accolto la notizia con positività. Era considerato un piccolo segnale di giustizia sociale. Lo Stato da qualcosa e non prende soltanto, come ha fatto negli ultimi decenni con aumenti continui delle tasse. Era questo il messaggio principale che Matteo Renzi aveva voluto lanciare al Paese. Provare a riallacciare quella fiducia smarrita tra istituzioni e il resto d’Italia. In effetti quella mossa fu azzeccata, perché le persone percepirono l’intento del Presidente del consiglio e del suo governo e lo premiarono alle elezioni europee con una percentuale mai raggiunta da un partito di sinistra. La cifra delle 80 euro è stata ridicolizzata dal Movimento cinque stelle, il quale l’aveva ritenuta inutile di fronte alla crisi della nazione. Senza ombra di dubbio è un gruzzolo inefficace per rilanciare il sistema Italia, ma occorre essere realisti e ammettere che tutte queste grandi risorse non ci sono e se si pensa ad una nuova crescita come quella degli anni ’60 ci si sbaglia di grosso.

Il reddito minimo garantito, impossibile e fuori dalla realtà – Lo stesso reddito minimo garantito con cui i grillini solleticano la pancia di molti italiani in cerca di lavoro, è pura utopia. Con quali coperture economiche, ad esempio, potrebbe essere approvata una simile norma? Per non parlare del disastro che provocherebbe questa decisione, in un Paese dove sono migliaia i finti pensionati e invalidi. Figuriamoci quanti sarebbero pronti ad approfittare dell’assistenzialismo dello Stato per non recarsi sul posto di lavoro. In verità quest’epoca è finita e anche da un bel po’. Lo Stato non è più assistenziale. Se c’è un aspetto mostrato da questa crisi è la necessità di snellire l’apparato statale. Non a caso chi ancora possiede un sistema burocratico e ingombrante, si trova in recessione o in periodo di stagnazione. Noi, insieme alla Francia di Hollande, ne siamo un esempio. Il reddito minimo garantito è solo fumo negli occhi. Soluzione superficiale frutto di un populismo diffuso.

Andare al di là dello Sblocca Italia. Serve più coraggio – Detto ciò bisogna ammettere che il bonus da 80 euro non ha portato la scossa auspicata all’economia italiana. Anzi, le vendite al dettaglio sono in caduta del 2,6% rispetto all’anno scorso, è avvenuto un nuovo balzo della disoccupazione (12,6%) e l’Italia è entrata in deflazione dopo oltre mezzo secolo.

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Deflazione – Scheda di Borsa Italiana

Certo, quella non era la ricetta economica del governo alla crisi. E’ chiaro. La via maestra, tracciata dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è quella delle riforme. Ancora è presto per raccogliere i frutti della riforma sulla Pubblica amministrazione, ma occorre accelerare su gli altri punti. Portare a compimento il piano di rinnovamento istituzionale e far approvare, nel più breve tempo possibile, la riforma della giustizia che, soprattutto nel dimezzamento del processo civile, potrebbe dare una spinta consistente alla nostra precaria economia. Poi c’è lo Sblocca Italia. Di fronte alla situazione contemporanea sembra un piano poco ambizioso e non saranno corretti interventi su ferrovie, strade e trasporto aereo a far ripartire il Paese. Per fare ciò serve ben altro.

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