Una pellicola di successo – La partita della Juventus sul campo del Chievo di ieri pomeriggio sembrava il secondo tempo cinematografico di un film di successo. Una pellicola così bella nella prima parte che non può deluderti dopo la consueta pausa al cinema. Così è stato per i campioni d’Italia. La sfida inaugurale contro la squadra veneta è stato il naturale proseguimento di un film già visto lo scorso anno e i due anni precedenti. La solita Juve. Grintosa, ricca di qualità e quantità e in grado di imporre il proprio gioco. Ai padroni di casa non è rimasto altro da fare che assistere impotenti, ad eccezione di Maxi Lopez, mai in gol contro la formazione piemontese e costretto a rimandare la sua prima rete alla Juventus a causa del muro Buffon. Il pubblico pagante è rimasto soddisfatto e non era scontato. Si, perché rispetto alla prima parte erano cambiate molte cose. L’attore protagonista, con lo stupore di tutti, aveva deciso di partire e abbandonare gli amici di una vita.

La garanzia degli attori principali – Era inevitabile che qualcosa, dopo un simile avvenimento, potesse cambiare. Invece no. Il gruppo della Juventus è stato, almeno contro il Chievo, più forte di questo. Ma qual è stato l’elemento in grado di garantire continuità tra i due tempi? Senza ombra di dubbio gli attori principali. Arturo Vidal, corteggiato dall’Inghilterra, ha dimostrato di essere felice a Torino. Per non parlare di Marchisio, che con le sue geometrie ha sostituito al meglio il saggio Pirlo. Poi c’è Tevez, solita bravura e solita sfortuna con una traversa colpita. Però è il titolo di questo film a sintetizzarne il grande successo. Si tratta della Meglio gioventù, ma la regia non è di Marco Tullio Giordana. Bensì di Massimiliano Allegri. Subentrato al regista precedente, attratto da lidi nazionali, è riuscito nel mostrare la continuità con la prima parte della pellicola grazie, soprattutto, alla Meglio gioventù incarnata dal solito Pogba e dal neo acquisto Coman.

Coman e Pogba, la meglio gioventù – E’ stato il 18enne parigino a sorprendere tutti. Come ha detto il suo allenatore, “ha giocato da veterano”. Al posto giusto nel momento giusto in ogni momento della partita. Ha sfiorato la rete al debutto in tre occasioni. E’ nata una stella e a Torino, la squadra con più stelle d’Italia, non è una sorpresa. Un acquisto a costo zero pescato da Beppe Marotta. Sembra il fratello più piccolo di Pogba. Il nuovo volto della società multiculturale francese, con conseguente rassegnazione della nazionalista Marine Le Pen, ha incantato il pubblico. Ha cancellato ogni perplessità iniziale, di chi credeva che il meglio del film fosse nella prima parte. Sarà cambiato l’attore principale, Antonio Conte, ma gli interpreti sono sempre gli stessi e se la meglio gioventù prenderà in mano la situazione, si potrebbe fare anche meglio del recente passato. Lo scetticismo dei tifosi sul nuovo regista dovrebbe affievolirsi e una frase della Meglio gioventù potrebbe riecheggiare nei loro pensieri: “Perché si fa tanta fatica a credere alle cose belle mentre a quelle brutte ci si crede subito?”

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