“L’avevamo detto”, sembra stonato un sasso lanciato nello stagno di una crisi, che era prevedibile, non potesse essere superata con le “pseudo rassicurazioni” di Vladimir Putin, al vertice con Poroshenko, a Minsk. Ci siamo abituati ai sorrisi putiniani, che non lasciano presagire “nulla di buono”, e costringono a dire “non potrai burlarti di noi”. Così, è andata e così erano i piani, perché i piani di annessione dei territori ad est dell’Ucraina, sono sempre rimasti validi. In spregio del rispetto verso gli altri piani: quelli della diplomazia internazionale. Vladimir Putin appare non curante, persino della pioggia di sanzioni che continuano a stringere l’economia russa, preso com’è dai progetti da grande zar. Perché è questo che prova il Presidente russo, la magnifica sensazione di riuscire a piegare l’Occidente; sente il richiamo struggente di quell’idea di Russia, che nei cuori di molti russi di oggi, non è mai morta.

Le immagini riprese dai satelliti della Nato, non lasciano dubbi, lo sconfinamento c’è stato. Avvenuto pochi giorni dopo l’apertura al dialogo, martedì per la precisione, con Poroshenko, le strette di mano e le nuove intese con Bielorussia e Kazakistan.

I carri armati russi, sono lì visibili in quelle immagini, ed hanno oltrepassato il confine russo penetrando nei territori ucraini sotto il controllo dei separatisti. Ci sono inoltre, più di mille soldati russi dentro le province orientali, che senza le insegne, combattono al fianco dei ribelli, e ci sono i convogli che con “spirito umanitario” danno sostegno ai filorussi. Putin, continua a rilasciare interviste e dichiarazioni rassicuranti: “Nessuna invasione, sono solo esercitazioni”. Strano che queste avvengano in territorio sovrano di un altro Stato. Il progetto è chiaro: dopo aver preso Novoazovsk, che è porto strategico sul Mare di Azov, si punta a Mariupol per creare il corridoio di collegamento con la già annessa Crimea; si è dunque aperto un terzo fronte di guerra. Le regioni di Donetsk e Lugansk continuano ad essere in mano ai filorussi, ci sono tutti gli ingredienti per recuperare l’est dell’Ucraina.

Le ultime vicende hanno fatto saltare in aria gli Stati Uniti, e Barack Obama, ha indetto una riunione urgente alla Casa Bianca, specificando in conferenza stampa, che non ci saranno azioni militari. C’è già in agenda anche un incontro tra il Presidente americano e quello ucraino, previsto per il 18 settembre prossimo, negli Stati Uniti. Obama ha affermato, in merito alla guerra ucraina che i separatisti, sin dall’inizio, hanno ricevuto ossigeno di idee e mezzi dalla Russia. “Questa non è una rivolta cresciuta in casa. La Russia ne è responsabile e ci saranno gravi conseguenze”. Pur se l’Ucraina non fa parte della Nato, gli stati vicini ne sono membri e dunque devono essere tutelati. Kiev, per bocca del Ministro degli Esteri ucraino Iatseniuk, dopo l’ennesima marcia russa dentro i suoi territori, ha chiesto l’intervento degli Usa, e un intervento urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e Obama ha risposto prontamente. Il Presidente americano ha fatto sapere di essersi consultato anche con la Cancelliera tedesca Angela Merkel, ed una telefonata a Putin, c’è stata anche dal nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha posto l’accento sull’intollerabilità della situazione attuale. Dopo la nuova invasione, l’Osce ha indetto una “riunione speciale”. L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, ha fatto il punto “sulle violazioni russe in Ucraina”. Le stime ufficiali dicono che dalla metà di aprile, ci sono stati 2.220 morti, e 1.200 nell’ultimo mese, questo per far capire quanto la situazione interna si sia aggravata, e si continui a morire.

L’Unione Europea, ha già dichiarato che vista la persistenza delle azioni contro il rispetto degli accordi internazionali da parte russa, di certo saranno applicate nuove sanzioni a Mosca, che andranno ad aggiungersi a quelle in vigore. L’Unione Europea ha dunque, fatto marcia indietro sull’idea di non dar seguito a nuove azioni di contrasto contro la Russia; tra queste, è previsto “il congelamento dei conti russi”, sino a che Mosca non ritirerà le truppe dall’Ucraina.

E in Ucraina, cosa sta accadendo? I combattimenti non cessano, l’est è in fiamme, e ieri sono morte altre persone sotto i colpi di mortaio. La gente ha paura e vive malamente, tanto che 500 persone, sono andate a manifestare sotto il Ministero della Difesa a Kiev, chiedendo “a gran voce rinforzi e armi per le truppe schierate al confine orientale”. I manifestanti hanno protestato perché la preoccupazione è altissima, l’esercito governativo non ce la fa a contrastare i filorussi, è evidente. Il sostegno di Mosca li rende più compatti e meglio armati. I cittadini hanno chiesto che ai soldati venga fornita artiglieria pesante, soprattutto ora che il fronte sulla costa del Mare d’Azov è in mano ai filorussi. La guerra è in atto, e forse solo le sanzioni contro Mosca non basteranno a fermarla. Si prefigurano azioni militari dirette da parte dell’Unione?

Frattanto, dall’instabile Nord-est dell’Europa, l’altro grande fronte, è quello mediorientale, dove le milizie islamiste sembrano acquistare sempre maggior forza.

© Riproduzione Riservata

Commenti